Il Pentagono ha richiamato a terra la flotta degli F-35 dopo un incendio sulla pista alla Eglin Air Force Base in Florida.

L’incidente, avvenuto il 23 giugno, non sono stati immediatamente comunicati per ragioni di sicurezza.

“La causa principale dell’incidente è sotto indagine. Ulteriori ispezioni dei motori dell’F-35 sono in corso, il ritorno al volo sarà determinato sulla base dei risultati delle ispezioni e delle analisi dei dati tecnici”, così ha dichiarato il portavoce del Pentagono l’ammiraglio John Kirby ieri.

Sospesa quindi la trasvolata dell’Atlantico di alcuni esemplari dell’aereo che avrebbero dovuto partecipare nel Regno Unito al Farnborough International Airshow e al Royal International Air Tattoo.

L’anno scorso l’esercito statunitense aveva lasciato a terra il jet da combattimento a causa di una crepa in un componente del motore che è stato scoperto durante un controllo di routine in California.

L’avveniristico F-35 è il futuro aereo della Difesa italiana, molte le polemiche nel nostro paese per l’affidabilità dell’apparecchio e i suoi costi (miliardi di euro) tanto che potrebbe quindi valersi di un numero minore di aerei.

I caccia F-35, o nella versione completa Lockheed Martin F-35 Lightning II, sono caccia di 5ª generazione monoposto, l’unico concepito dopo la fine della Guerra Fredda. L’Italia ha aderito al programma per la realizzazione del velivolo ed è un partner di secondo livello.

Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, intervenendo al Senato di fronte alle Commissioni Difesa di Palazzo Madama e di Montecitorio per la presentazione del “Documento Programmatico Pluriennale 2014-2016″, aveva lanciato l’allarme sulle conseguenze della sospensione del programma F-35, il nostro paese ne dovrebbe comprare 60, perchè rischia “di causare effetti particolarmente negativi in termini di sostenibilità industriale” aveva dichiarato il ministro.

Un 4 luglio amaro per l’esercito degli Stati Uniti d’America.