Quasi trecento operai di una fabbrica situata nella zona centrale della Francia hanno minacciato di far saltare lo stabilimento, protestando contro l’imminente chiusura dell’impianto. Si tratta di una fabbrica che produce lavori in subappalto per le aziende automobilistiche ma che da tempo è in amministrazione controllata e adesso si avvia verso la chiusura.

Per protestare contro la perdita di lavoro, gli operai hanno fatto sapere di aver minato la fabbrica con bombole di gas e di essere pronti a farla esplodere, nel caso in cui le case automobilistiche e il neo eletto Presidente francese Emmanuel Macron non fossero pronti a parlar con loro per giungere ad un compromesso.

La preoccupazione degli operai è tanta anche perché, come fa sapere il rappresentante sindacale Vincent Labrousse, la maggior parte di loro ha un’età media di quarantanove anni, molto altra per poter trovare occupazione altrove. E così, piuttosto che perdere il posto di lavoro e di consegnare l’impianto alla liquidazione a titolo definitivo, gli operai sono pronti a farlo saltare in aria.

La protesta degli operai sarebbe scoppiata il giorno dopo in cui si è sparsa la notizia che fosse saltata la trattativa con un presunto acquirente interessato ad acquisire la fabbrica e in seguito al rifiuto della proposta di riunirsi in consiglio per poter discutere dei problemi occupazionali. Da qui il gesto eclatante di minare la fabbrica con bombole di gas, minacciando un’esplosione che potrebbe avere conseguenze molto gravi.