L’aggettivo fabrile (fabbrile nella variante più comune) deriva dal latino ‘fabrilis’, a sua volta da ‘faber’, ovvero ‘fabbro’, ‘artefice’, ‘artigiano’. Il suo significato letterale può quindi essere reso con “proprio del fabbro” (nel senso originario e più generico del termine), dato che per i latini con la parola “fabbro” si era soliti intendere non solo colui che lavora il ferro, bensì gli artigiani in genere, la cui specializzazione veniva poi indicata con un aggettivo o epiteto (es. “faber ferrarius”, “faber lignarius”, “faber tignarius”, “faber aerarius”, “faber eborarius”, ecc.). Per estensione, la parola fabrile acquisisce quindi il significato di “manuale” e può essere utilizzata in espressioni quali “strumenti fabrili” (ovvero che servono ai lavori manuali), “lavori fabrili” (cioè manuali, artigianali), “abilità f.”, “arte f.”, “f. perfezione”, “discipline f.” e così via. Per utilizzare correttamente tale termine, la frase dovrà di conseguenza sempre contenere un riferimento a qualcosa di pertinente alle arti manuali o al lavoro artigianale. Di seguito alcuni esempi : “Marco ha ereditato dal padre la sua abilità nell’ arte f. e nella lavorazione del legno”; “L’autore ha dedicato diversi volumi alla trattazione dell’ abilità f. ”; “La cura delle finiture da risalto alla professionalità artigianale f.”; ecc.