Non finiscono le peripezie giudiziarie di Fabrizio Corona, il quale è nuovamente indagato dalla Procura di Milano, dopo la condanna arrivata lo scorso 12 giugno a un anno di carcere.

Il paparazzo è infatti accusato di appropriazione indebita e dichiarazione infedele dei redditi. Si tratta di quello che viene descritto come un passaggio obbligato da parte della Procura, sulla scorta di nuove ipotesi emerse in merito al caso dei 2,6 milioni di euro nascosti da Corona.

Come si ricorderà, la somma di denaro era stata trovata dalle autorità per una parte nel controsoffitto di una sua ex collaboratrice della società Atena, a lui riconducibile, e per un’altra in alcune cassette di sicurezza in Austria.

I giudici avevano rigettato l’ipotesi della Dda, secondo la quale il contante sarebbe potuto provenire da fonti diverse dalla sua attività imprenditoriale, persino illecite, o addirittura affidatogli “da terzi in custodia o a fini di reimpiego“.

Le motivazioni della sentenza, per la quale era venuto a cadere in reato più grave di intestazione fittizia dei beni, hanno però portato la Procura ad aprire una nuova indagine per il reato di appropriazione indebita riguardante i quasi 800mila euro ritrovati in Austria (gli incassi della società Fenice, sempre legata a Corona), nonché per quello di dichiarazione infedele dei redditi relativo agli 1,7 milioni ritrovati nell’abitazione della collaboratrice.

A Corona è stato negato anche il dissequestro di parte del denaro, ma la richiesta è stata respinta in quanto non potrebbe essere provata la “provenienza lecita” del denaro. Bocciata infine la richiesta di affidamento in prova avanzata dall’agente fotografico, che rimane così in carcere a causa della condanna a un anno per un illecito fiscale su una cartella esattoriale.