Dopo le parole di Silvia Provvedi a “Verissimo” (che verranno trasmesse oggi pomeriggio su Canale 5, ndr), si torna a parlare di Fabrizio Corona, l’ex agente dei vip arrestato dopo che gli inquirenti hanno scoperto 1,7 milioni di euro nel controsoffitto dell’abitazione della sua più stretta collaboratrice. Don Mazzi, fondatore della Comunità Exodus, si occupò di Fabrizio Corona nei primi mesi di libertà, una volta uscito dal carcere: “C’è speranza per Corona se smettiamo di parlarne. Più lo facciamo e più aumenta la sua idolatria verso se stesso. I casi come il suo si risolvono con seri percorsi di riabilitazione. Io avevo chiesto di tenerlo in comunità per poter smontare piano piano l’idolo che aveva fatto di se stesso ma ci voleva del tempo. Avvocati e magistrati hanno fatto sì che lui tornasse sul territorio, con l’affidamento ai servizi sociali. Avrebbe dovuto continuare quel percorso riabilitativo con noi” ha dichiarato il religioso al settimanale “Vero”.

Don Mazzi si occupò di Fabrizio Corona

“E’ rimasto con noi quattro mesi. Si comportavamo normalmente, meglio di tanti altri. Seguiva le regole senza difficoltà. Io e don Antonio Loi pensavamo di averlo convinto a fare un serio lavoro di rieducazione. Poi è riuscito a tornare sul territorio e ora vediamo come è finita. Per persone come lui, abbiamo bisogno di progettare percorsi alternativi al carcere” ha spiegato Don Mazzi. E ancora: “Non so se lo andrò a trovare, del Corona di oggi non voglio parlare. Se mi sento in colpa? Tutti sbagliamo, quando succedono queste cose ognuno si batte il petto, ma come in tutti i casi c’è chi sbaglia di meno e chi sbaglia di più. Adesso, insieme, cerchiamo di riflettere e di tornare al silenzio. Per lui, servirebbe l’oblio mediatico. Io ho preso a cuore il caso di Corona ma altri hanno deciso diversamente”.