A sostenere che Fabrizio Corona non sia un “delinquente professionale” è il Tribunale di Milano dal momento che “la natura prettamente fiscale e le concrete modalità del reato per il quale l’imputato è stato giudicato colpevole non consentono di ritenere, alla luce della ricostruzione complessiva dei fatti e della lontananza nel tempo delle condotte che hanno dato origine alle precedenti condanne, che egli viva abitualmente del provento dei reati”. Una vittoria per l’ex re dei paparazzi che resta in carcere e a cui è stato scoperto un tesoretto milionario nel controsoffitto della casa milanese della sua storica collaboratrice.

A metterlo nero su bianco sono i giudici che hanno depositato le pubblicazioni della sentenza che, lo scorso 12 giugno, ha condannato Fabrizio Corona a un anno per illecito tributario, nonostante ci fosse una richiesta di 5 anni di reclusione da parte della Dda. Non è stata riconosciuta né l’omessa comunicazione relativa alle misure di prevenzione né l’intestazione fittizia di beni su quei 2,6 milioni di euro trovati un po’ in Italia, un po’ in Austria (in un conto corrente).

Fabrizio Corona resta al carcere di San Vittore dopo che il Tribunale di Sorveglianza ha revocato l’affidamento in prova ai servizi sociali che gli era stato concesso in precedenza. I suoi legali, però, hanno già presentato una nuova istanza e, dunque, l’ex re dei paparazzi presto potrebbe uscire dal carcere.