Prima il Tribunale sentenzia che Corona non è un “delinquente professionale”, poi però decide di farlo restare in carcere negandogli la possibilità di tornare in comunità. “Tutti quanti ci aspettavamo che Fabrizio potesse tornare a casa dopo la sentenza positiva a suo favore o almeno che potesse andare ai servizi in comunità” ha dichiarato il suo legale Ivano Chiesa a “Mattino Cinque”. Ma il magistrato di sorveglianza di Milano ha respinto la richiesta avanzata dal suo difensore che, senza mezzi termini, ha aggiunto: “Siamo tutti senza parole e sotto shock”. 

Per il giudice del Tribunale di Sorveglianza di Milano, dunque, Fabrizio Corona deve restare in carcere poiché ci sarebbero “elementi concreti” che testimoniano la sua “attuale pericolosità sociale” dal momento che, quando si trovava in affidamento in prova, ha commesso diverse “violazioni delle prescrizioni”: ad esempio, scrive il giudice, è stato sorpreso dalla polizia stradale di Trani “in compagnia di pregiudicati”. Per queste ragioni è stata respinta la richiesta di applicazione dell’affidamento terapeutico, in via provvisoria, presso una comunità nel Bresciano.

Il magistrato ha citato anche l’essere stato beccato in moto “senza patente” e persino l’essere andato in vacanza a Capri con la fidanzata. Intanto Fabrizio Corona, nonostante sia “abbattuto e arrabbiato perché non se l’aspettava”, ha deciso di rinunciare allo sciopero della fame poiché non sarebbe “rispettoso” nei confronti delle persone che lavorano nel carcere di San Vittore in cui è recluso.