Negata la scarcerazione di Fabrizio Corona. Lo ha decretato oggi il Tribunale del Riesame di Milano, le cui motivazioni saranno rese note solo fra 45 giorni, come da regolamento.

Il fotografo resta dunque in carcere, e più precisamente a San Vittore, struttura penitenziaria di cui è ospite dal 10 ottobre, quando venne fermato con l’accusa di intestazione fittizia di beni.

La collaboratrice fidata Francesca Persi, però, nonostante sia stata arrestata per il medesimo reato ha beneficiato degli arresti domiciliari e dalla settimana scorsa si trova a casa.

La situazione giudiziaria di Corona si è fatta ancora più negativa da quando l’avvocato Federico Cecconi ha rimesso l’incarico, a meno di una settimana dall’avvio del procedimento: il legale è molto noto nell’ambiente, e in passato ha già difeso Silvio Berlusconi nell’ambito del processo Ruby Ter. Corona si era dunque difeso in aula affermando di non essere un criminale, ma “un lavoratore forsennato: non ho mai guadagnato un euro in maniera illecita in vita mia”.

Una tesi portata avanti anche dal suo ex avvocato Ivano Chiesa, secondo il quale il milione e settecentomila euro nascosti nel controsoffitto della casa della Persi sarebbero da attribuire ai compensi ottenuti in nero per le sue tante comparsate in qualità di ospite in vari locali di tutti Italia: lo stesso paparazzo si era detto intenzionato a pagare le tasse.

Affermazioni che sono state messe in discussione da Luigi Mario Favoloso, attuale compagno di Nina Moric, ex storica di Corona che da lui ha avuto un figlio, Carlos. L’uomo ha infatti ribadito che “nemmeno facendo 400 serate in un anno per 3.500 ciascuna si arriverebbe a quella cifra. Come ha detto Nina, in parte, in quella somma, ci sono anche soldi suoi. Non tutto è frutto del lavoro di Fabrizio”.

Accuse d’altro canto già ribadite dalla showgirl, che in passato aveva rimproverato all’ex marito di averle sottratto cifre importanti, denunciate regolarmente alla polizia ma mai recuperate.