Con il termine faccendiere (der. di faccenda, dal latino facienda, a sua volta da fàcere = fare) si definisce propriamente un soggetto che s’ affaccenda, ovvero è impegnato in affari, traffici, condotte, o manovre. Anticamente la parola veniva usata, con accezione neutra, per definire mercanti e trafficanti che operavano conto proprio o altrui. Originariamente, il termine faccendiere (o faccendiero) identificata dunque un generico affarista o amministratore, senza alcuna connotazione di biasimo. L’ uso corrente del termine, al contrario, comporta invece una connotazione negativa, quasi ad indicare una persona che compie manovre spesso poco limpide, se non addirittura illegali; chi si dà da fare in traffici illeciti o un mediatore senza scrupoli. Nel moderno linguaggio giornalistico, in particolare, per faccendiere si intende una persona che, per conto e a vantaggio di un imprenditore privato, svolge, con metodi per lo più poco leciti, attività di mediazione tra l’ imprenditore stesso e la pubblica amministrazione (come nel caso di affari di corruzione nell’ambito di gare e appalti).

Sinonimi del termine possono quindi essere considerati: trafficante, mercante, commerciante, agente, amministratore, mediatore di affari, procacciatore d’affari, arrivista, speculatore, uomo d’affari, lobbista, politicante, affarista, intrigante, intrallazzatore, armeggione, maneggione, maneggino. Contrari sono invece: gentiluomo e persona onesta, perbene, integra.