Con il termine faccettare (o sfaccettare, deriv. di faccetta, con l’aggiunta del pref. s-) si intende propriamente l’ operazione di taglio e lavorazione di una superficie (specialmente di pietre preziose o cristalli), tale da ricavarne vari piani o faccette (es. “faccettare un diamante”).

In gioielleria, l’ operazione di taglio serve a esaltare le qualità e la bellezza delle pietre, ma anche a conferire loro una forma che le renda adatte all’ incastonatura. Si tratta di un’ arte antica, che consiste nel trasformare i cristalli grezzi in gemme splendenti di luce (attraverso il taglio se ne esaltano infatti le proprietà di riflessione, rifrazione e dispersione), imprimendo al contempo loro una forma determinata. Esistono sostanzialmente quattro famiglie di tagli: “a brillante” (rotondo e tagli da esso derivati, es. a ovale, a goccia, a navette, a cuore, ecc.); “a gradino” (formati da file di faccette con disposizione a scalinata, es. taglio a smeraldo, a baguette, carré, ecc.); tagli “misti”, che uniscono caratteristiche comuni alle due precedenti categorie, e tagli “a rosa”.

Per quanto riguarda il taglio a brillante, ad esempio, si tratta di un taglio con 57 faccette (33 nella parte superiore e 24 nel padiglione, più una 58esima faccetta, all’ estremità del padiglione, che costituisce il punto d’ incontro di tutte le faccette). Il taglio a cuore presenta invece 59 faccette, il taglio a goccia 71, quello a navette e il taglio ovale 57, mentre il taglio a rosa 24.