Il verbo facente deriva dalla voce latina ‘facientem’ (a sua volta da ‘facere’) e costituisce il participio presente di fare. Si tratta dunque di un verbo di significato generico, che può esprimere qualsiasi azione, sia essa materiale o meno, solitamente specificata dal complemento (es. “Fare una buona azione”).  In assenza di complementi, il verbo può tuttavia indicare, in genere, attività o operosità (es: “E’ smanioso di fare”).  In tal senso, il participio facente può essere usato in forma aggettivale, con il significato proprio di ‘operoso’, ‘alacre’, ‘efficiente’, ‘fattivo’, ‘operativo’, ecc. Al contrario, il termine nullafacente si usa per definire chi non fa nulla, non svolge cioè nessuna attività e non è occupato in nessun lavoro.

Il termine facente risulta tuttavia per lo più utilizzato in locuzioni appartenenti al linguaggio burocratico, come nel caso di ‘facente funzione’, usato per definire chi, in un ufficio, in assenza del titolare è responsabile dell’ espletamento dei compiti a lui spettanti. In assenza del direttore, ad esempio, la firma dei documenti ufficiali spetterà al facente funzione. In tal senso, sinonimi del termine possono essere considerati ‘sostituto’, ‘vicario’ e ‘vice’.

In senso assoluto, sinonimi di facente possono invece essere: operante, esercitante, generante, partoriente, fabbricante e via dicendo.