Fahrenheit 451 è un romanzo scritto agli inizi degli anni ’50 dall’americano Ray Bradbury, oggi considerato tra i più grandi autori di letteratura fantascientifica.

Nato come espansione del racconto breve ‘The Fireman’ e pubblicato nel 1951 sulla rivista Galaxy Science Fiction, Fahrenheit 451 venne pubblicato per la prima volta in forma di romanzo nel 1953, quindi adattato per il grande schermo nel 1966, per la regia di François Truffaut.

 Ambientato in un imprecisato futuro, il libro racconta di una società distopica, in cui leggere o possedere libri (considerati un pericolosissimo strumento di libero pensiero) è considerato reato. Per contrastare la diffusione dei libri, è stato creato un apposito corpo di vigili del fuoco, impegnato a bruciare ogni tipo di volume. Uno di questi pompieri è proprio Montag, il protagonista della storia, profondamente convinto della sua “missione”, almeno fino a quando l’incontro con Clarissa non cambierà completamente le carte in tavola.

La riflessione sul valore dei libri permea l’intera narrazione, tanto che il titolo del romanzo, Fahrenheit 451, si riferisce proprio a quella che Bradbury riteneva essere la temperatura di autocombustione della carta (che corrisponde a 232,78° C); numero riportato sull’elmetto da pompiere di Montag.

Ascrivibile al filone della fantascienza distopica, insieme ad altri celebri romanzi come ‘Il mondo nuovo di’ Aldous Huxley (1932) o ‘1984’ (1949) di George Orwell, il romanzo è da molti ritenuto il miglior libro fantascientifico mai scritto. Il capolavoro di Bradbury è stato quindi insignito nel 2004 del premio Retro Hugo come miglior romanzo 1954.

Fahrenheit 451 costituisce un’importante riflessione sul ruolo della lettura e dei mass-media nella società contemporanea; sulla libertà individuale; nonché sul ruolo del libero pensiero nella costituizione di una società più giusta. Una storia coinvolgente e ben costruita, ancora attuale, sebbene siano trascorsi oltre 50 anni dalla sua pubblicazione. Un grande classico della letteratura che vale certamente la pena di essere letto e riletto.