Sono impressionanti i dati sui fallimenti in Italia che sono stati diffusi dall’osservatorio del Cerved: nel 2014 sarebbero stati bel 15 mila, il dato peggiore che sia mai stato registrato da oltre un decennio. Se iniziamo a guardare dal 2008, si scopre invece che i fallimenti, da allora, sono stati ben 82 mila e che se sommiamo ad essi anche tutte le altre procedure concorsuali e le liquidazioni volontarie il dato schizza a 104 mila aziende che hanno chiuso i battenti.

Andando ad analizzare i dati sui fallimenti degli ultimi tre mesi del 2014 poi, si scopre che ad aver chiuso sono state 4.479 attività commerciali, un dato più alto del 7 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Unica nota positiva che arriva dai dati diffusi dal Cerved è che le liquidazioni volontarie sarebbero in calo, un evento che non si verificava da quattro anni: nel 2014 sono state 86 mila mentre nel 2013 il numero di liquidazioni volontarie arrivò a toccare quota 91 mila.

Fallimenti: i posti di lavoro perduti

I fallimenti non significano solo aziende che chiudono ma anche posti di lavoro che inesorabilmente vengono perduti. In termini di numeri si tratta di 175 mila posti di lavoro, un dato che, per quanto altissimo, nel 2014 è risultato però inferiore, leggermente, rispetto a quello del 2013 in cui ad andar persi furono 176 posti di lavoro. Il numero risulta però raddoppiato rispetto a quello di riferimento del 2008, anno in cui i posti di lavoro perduti furono 74 mila.

Fallimenti: le zone più colpite d’Italia

I dati sui fallimenti raccolti dal Cerved sono stati analizzati anche dal punto di vista geografico: a quanto pare, nel 2014, l’area d’Italia più colpita è stata quella del Nord Ovest, dove in tutto sarebbero stati perduti 59 mila posti di lavoro (la Regione più colpita risulta essere la Lombardia). Le aziende che hanno risentito maggiormente della crisi e che hanno subito più fallimenti sono state quelle che non si occupano di servizi finanziari e quelle impegnate nella distribuzione. Colpito anche il mondo della moda, con ben 9 mila posti di lavoro in meno.