I carabinieri di Napoli hanno sgominato una banda di falsari, ritenuta colpevole per la diffusione di circa il novanta per cento delle banconote false che circolano in tutto il mondo. Gli arrestati sono stati cinquantasei (ventinove hanno subìto un provvedimento di custodia cautelare in carcere, dieci sono agli arresti domiciliari, dodici sono stati raggiunti da provvedimenti di divieto di dimora e cinque hanno l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria), appartengono ad unidici diversi gruppi organizzati della criminalità campana e sono stati incriminati per falsificazione di moneta, spendita e introduzione nello Stato di monete e valori bollati falsificati.

Il Napoli Group – così è stata ribattezzata l’organizzazione di falsari professionisti che però non avrebbe legami con la camorra – oltre a diffondere le banconote false, si prodigava per insegnare ad altre bande presenti in tutta Europa come contraffare il denaro. La rete era talmente vasta da interessare anche Paesi e cittadini africani.

Nella stamperie di Arzano (in provincia di Napoli) e di Gallicano (in provincia di Roma) la banda avrebbe creato addirittura una banconota da trecento euro – taglio che non esiste – e l’avrebbe poi introdotta in Germania. Altro particolare che rende interessante la notizia, è che ad essere coinvolta fra i vari provvedimenti giudiziali emessi, ci sarebbe anche Domenica Guardato, la mamma di Fortuna, la bambina morta a Caivano, in circostanze che sono ancora tutte da chiarire. La bimba è stata vittima di abusi e sarebbe tragicamente scomparsa dopo essere caduta nel vuoto. La donna ha già fatto sapere di essere totalmente estranea ai fatti. Ad accertare le eventuali responsabilità sarà dunque la magistratura.

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