“Vi prego di aiutarci a sollecitare la Farnesina ad adoperarsi per farci tornare a casa”, è quello che scrive in una mail all’Ansa Enrico, umbro che con la moglie Chiara si trova bloccato in Congo a seguito delle decisioni delle autorità governative locali di fermare tutte le pratiche di adozione in corso.

Come se non fosse già tragica la situazione delle famiglie, la tensione in Congo è aumentata quando uomini armati hanno attaccato l’aeroporto e la sede della tv di Stato a Kinshasa, nella capitale. Si contano oltre quaranta morti negli scontri.

In mezzo a questo dramma le famiglie italiane che da mesi sono nello stato africano pronte a ritornare in patria con i loro figli ma che non possono.

Al momento la situazione a Kinshasa sta tornando alla normalità, sono ricominciati i voli dall’aeroporto, le tv hanno ripreso le trasmissioni, però le famiglie italiane sono state avvertite di rimanere chiusi nell’orfanotrofio dove si trovano. (foto by InfoPhoto)

Domenica, una delle 24 mamme italiane aveva scritto una lettera al presidente del Consiglio, Enrico Letta, “La delegazione da lei inviata ci ha detto che non possiamo tornare in Italia con i nostri figli. Io come posso spiegarlo alla mia bambina di sette anni, che ha conosciuto la guerra, la fame e l’abbandono?”.

Palazzo Chigi, la Farnesina e il ministero per l’integrazione da tempo dicono che sono intervenuti in merito, purtroppo senza trovare una soluzione.

Intanto i genitori e i loro bimbi passeranno l’arrivo del nuovo anno nel terrore.