Si continua a discutere delle unioni civili, del Ddl Cirinnà e delle varie manifestazioni che stanno affollando le piazze italiane, tra cui quella di protesta del Family Day.

In questo scenario arrivano come la proverbiale ciliegina sulla torta le dichiarazioni di Efe Bal, la trans di origini turche definita “la più famosa d’Italia” per le sue (vere o presunte) frequentazioni con molti politici italiani.

Intervistata da Il Tempo, la Bal ha dichiarato che sui sette politici che al momento si intrattengono con lei almeno sei tra questi parteciperanno al Family Day che si terrà il 30 gennaio in Piazza San Giovanni a Roma.

La Bal ha ribadito quanto affermato ma nel contempo ha cercato di difenderli, provando a comprendere le loro ragioni (un po’ come fatto da Renzi nei giorni precedenti): “Non li critico, neppure per la loro scelta di votare per le unioni civili perché comunque tutti noi viviamo per stare meglio, per guadagnare soldi. E loro, probabilmente, per difendere ciò che hanno e il loro lavoro dicono che voteranno no sulle unioni civili e sostengono di essere contrari a tutto questo perché sono padri di famiglia eccezionali”.

Le frequentazioni della trans non si fermerebbero però al solo mondo della politica (ma senza identificare onorevoli e non), ma si estenderebbe un po’ a tutto l’ambito dello showbusiness: “Sono molto conosciuta e non faccio nomi e cognomi, quelli li lascio alla tua immaginazione. Ci sono uomini politici come d’altra parte vari personaggi televisivi e pure giornalisti…

E mentre lascia intendere di essere in lizza per una partecipazione alla trasmissione dell’Isola dei famosi la Bal espone le sue opinioni riguardanti l’attivismo Lgbt, di cui professa una personale versione: “In tutta la mia vita non ho mai fatto nulla contro l’omofobia o per i diritti gay, anche perché non ho mai avuto questi problemi. [...] Io però voglio, nel 2016 in cui ci troviamo, che queste persone abbiano i loro diritti per creare il loro amore e il loro futuro ma non faccio, diciamo, la Vladimir Luxuria milanese [...] . Lo faccio come una persona normalissima che vive qui in Italia, in questi anni. Lo faccio provando a dare una mano. Sono andata alla loro manifestazione in jeans, scarpe sportive, vestita semplice, non appariscente, per dare un contributo alla mia maniera.”