Alla fine l’annuncio è arrivato: Stefano Fassina abbandona il Pd. Davanti del suo ormai ex-partito ha spiegato che “sia il momento, per quanto mi riguarda, di prendere atto che non vi sono più le condizioni per andare avanti nel Pd e insieme ad altri proveremo a costruire altri percorsi. Altri percorsi che portano non a una testimonianza minoritaria ma a fare una sinistra di governo su una agenda alternativa“.

Fassina è stato responsabile economico del partito democratico durante la gestione Bersani ed era da tempo in rotta di collisione con tutte o quasi le scelte del governo del suo segretario, perché “la svolta liberista non funziona e non è stata condivisa“. Come la “riforma della scuola” del governo Renzi: “La scelta del governo di porre il voto di fiducia sul disegno di legge sulla scuola è uno schiaffo al parlamento e all’universo della scuola che in questi mesi si è mobilitato per un intervento innovativo e di riqualificazione della scuola pubblica. Il testo del maxi emendamento predisposto dal governo si limita a qualche ritocco cosmetico. Il Pd mette la fiducia su un testo che contraddice profondamente il programma sul quale siamo stati eletti. Un testo ispirato nel suo principio guida alla riforma Aprea, sottosegretaria del governo Berlusconi. È inaccettabile il ricatto sulle stabilizzazioni“.

L’impressione è che Fassina possa convergere nel nuovo progetto di Filippo Civati – si tratta di Possibile – ma potrebbe anche pensare di creare un suo soggetto politico diverso, con cui, come aveva detto una volta “ricostruire un campo largo di centrosinistra per provare a riportare a sinistra l’iniziativa politica” e tornare a far votare “quella parte di popolo democratico che a partire dalle Regionali in Emilia-Romagna non è andata a votare e che votava Pd“. Al termine di questo post c’è il video di YouTube con l’annuncio di Stefano Fassina.