Le agitate acque della politica italiana non vogliono proprio saperne di calmarsi. L’ultima polemica in ordine di tempo vede protagonista Stefano Fassina. L’ex membro del Partito Democratico, che negli scorsi giorni ha aderito al gruppo parlamentare Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia Libertà, sta facendo discutere per via di alcune sue dichiarazioni.

Fassina potrebbe diventare il candidato a sindaco di Roma del nuovo soggetto politico Sinistra Italiana. A scatenare la polemica però è soprattutto la sua affermazione riguardo al fatto di essere pronto a dare “sostegno al candidato del M5S”. Un appoggio che a sinistra non è ben visto da tutti.

Stefano Fassina alla trasmissione Agorà si è tenuto aperto riguardo alla possibilità di correre come sindaco di Roma: “Sto pensando di dare una mano a costruire questo percorso. […] A Roma ho fatto le primarie e col Pd ho preso quasi dodicimila preferenze”.

Sinistra Italiana sta intanto prendendo in considerazione anche un altro nome e come successore di Ignazio Marino potrebbe proporre Nicola Zingaretti, attuale governatore della regione Lazio.

Lo stesso Nicola Zingaretti comunque ha voluto smentire subito questa possibilità: “Il mio nome? Lo interpreterei anche come il riconoscimento di un lavoro immenso di risanamento io fatto in questi tre anni alla Regione. Questo sicuramente è un dato importante. Ma, come ho già detto da tempo, lo escludo: il lavoro in Regione inizia a dare frutti e questo per me è il modo più serio di dare un contributo al centrosinistra”.

Zingaretti ha inoltre commentato l’eventuale appoggio di Sinistra Italiana al Movimento di Grillo, dicendo: “Condivido il concetto di Fassina di un confronto sui programmi, ma dev’esserci anche sui valori”.

Riguardo a un possibile appoggio al Pd, Zingaretti ha invece precisato: “Noi siamo autonomi dal Pd, sui territori si verificherà senza alcuna pregiudiziale dall’alto. A Roma dipende, se il Pd è quello attuale mi sembra difficile. E comunque dovremo valutare se ci sarà Ignazio Marino in campo. Ma secondo me Sinistra Italiana deve puntare a una candidatura autorevole, dandosi un mese di tempo per verificare se, in città, sussistano le condizioni, interloquendo con tutti i soggetti, da Confindustria alla Cgil, dai movimenti al mondo cattolico”.