Emettevano fatture false per quasi un miliardo di euro: sono ventinove le persone finite in manette (undici agli arresti domiciliari e diciotto in carcere) a seguito dell’operazione Round Trip condotta dalla Guardia di Finanza di Vicenza.

Le indagini e le ordinanze di custodia cautelare hanno coinvolto varie regioni italiane ma si sono servite anche della collaborazione delle forze dell’ordine di cinque differenti Paesi esteri.

Gli investigatori hanno descritto il giro di fatture false come una “colossale e sistematica frode transnazionale” che aveva come obiettivo quella di incamerare un grande ammontare di Iva non versata all’erario statale tramite la fatturazione di operazioni inesistenti.

In tutto, su transazioni commerciali mai eseguite pari a 930 milioni di euro, l’evasione dell’Iva tramite lo schema della frode carosello arriva a oltre 130 milioni di euro.

L’indagine ha preso il via dai controlli su 218 indagati, che ha fatto nascere importanti sospetti su una società operante sia nel nostro Paese che in altri 15 dell’Unione Europea, specializzata nella vendita di prodotti tecnologici come tablet, televisori, supporti digitali ma anche alimentari come farina, zucchero e latte in polvere.

Ulteriori dettagli della vicenda saranno resi noti nel corso della conferenza stampa della Guardia di Finanza di Vicenza prevista nella mattinata di oggi