Come spesso capita il web è capace di raccontare storie toccanti ma anche ricche di insegnamenti e di coraggio e quella di oggi ha come protagonista Fausto di Pino, un modello di 26 anni che svolge questa professione da più di 4. Era estate quando improvvisamente, mentre si trovava a una festa in piscina a casa di un amico, accusò un “dolore atroce, anomalo per un ragazzo della mia prestanza”. Vanity Fair ha intervistato Fausto Di Pino e ha raccontato, grazie anche alle sue toccanti parole, una storia capace di trasmettere il coraggio e la forza che il modello 26enne ha investito nella sua lotta contro la malattia per tornare, più forte di prima, a sfilare sulle passerelle.

L’intervista inizia proprio con il racconto del primo colloquio con il medico. A Vanity Fair Fausto racconta che “mi chiamò: voleva approfondire con una Tac, urgente. Ero solo, sotto quel tubo. Quando ne uscii, mi dissero che dovevo fare una prima visita oncologica. La biopsia parlò chiaro e male: mi presentò il linfoma non Hodgkin, una massa di 10 cm per 9 che spingeva opprimendo già sterno, cuore, aorta, polmoni, vasi sanguigni. Le cellule erano molto proliferative. Rischiavo la trombosi. L’unica notizia positiva era che non c’erano metastasi“.

Una notizia difficile da accettare ma ancor più dolorosa da comunicare ai propri genitori. “ho fatto la telefonata che mai un genitore vorrebbe ricevere da un figlio: «Ho un cancro». Mio padre è salito dalla Calabria, mia madre in Toscana ho voluto proteggerla. A lei l’ho detto solo più tardi”. Dopo aver iniziato a percorrere la difficoltosa strada della chemioterapia, 6 cicli di 6 giorni ogni 20, Fausto Di Pino dovette rinunciare ai tanti impegni di lavoro già accordati mesi prima tra cui quelli in Germania, a Hong Kong e Pechino, a campagne Alexander Mcqueen, Prada, Brioni, Dolce & Gabbana, al Pitti Uomo, alla Milano Fashion Week e tanti altri ancora. Non fu un periodo semplice per Fausto che ammette di aver perso “10 chili, e la cura non è stata una passeggiata: nausea, ricadute, febbri forti, depressione, trasfusioni. Sei mesi di buio”.

Ma il dolore più grande non fu quello fisico. Fauso infatti racconta a Vanity Fair che “l’agenzia a cui ero legato da un’esclusiva e che si impegna a presentare i suoi modelli per i casting aveva deciso di congelarmi. «La tua immagine è debilitante. Meglio aspettare, saltiamo questo giro» e a nulla servirono le parole del modello che, rammaricato, si domandò “perché quella malattia dovesse ora essere una colpa, oltre quello che già era stata, una sfortuna. Non è che avevo fumato e mi era venuto ai polmoni: mangio sano da sempre, faccio sport da quando sono piccolo, allora in serie C1 di basket, poi palestra, crossfit”.

La reazione di Fausto, però, è stata positiva e grazie al sostegno degli amici e delle persone che negli ultimi anni hanno condiviso con lui le esperienze più esaltanti il modello ha fatto una promessa a loro e a se stesso: “quella che per la Fashion Week mi rimetterò in pista. Sono pronto a ricominciare. Il 12 gennaio ho l’ultimo esame. Ma fossero anche rimaste cellule cattive, mi hanno assicurato che l’eventuale radioterapia sarà leggera, e niente in confronto a quello che ho passato” perché oggi, confessa orgoglioso Fausto, “sono più ‘modello’ di ieri. Non un manichino, non sola bellezza, ma con me sfilerebbe in passerella la storia di chi ha conosciuto e superato il timore di morire”.