Si sarebbe chiuso il caso di Federica Boscolo Gnolo, la donna che durante un viaggio a Londra ha provocato la morte della figlia di 2 mesi, Farah.

In arresto da gennaio 2015 dopo aver denunciato la scomparsa della piccola ipotizzando un rapimento, la 32enne originaria di Chioggia ha infatti confessato alla polizia della capitale la propria colpevolezza.

La donna si era rivolta alle autorità il 24 gennaio mentre alloggiava in un albergo sito nella zona occidentale della città: nello stesso giorno era uscita di casa senza la figlia e aveva chiamato i genitori in Italia.

Questi, preoccupati per la situazione, erano volati a Londra il 29 dello stesso mese. Qui hanno condotto la figlia alla stazione di polizia di Hammersmith, ma i detective si erano trovati a doverla porre in stato di arresto per le molte discrepanze nella sua testimonianza. Il corpo di Farah non è mai stato trovato, dopo alcuni tentativi di ricerca, ma la polizia si dice certa che debba trovarsi nella zona di Russel Square.

Nella sua confessione la Gnolo, che ha vissuto in Gran Bretagna sin dal 2013, ha però rigettato l’accusa di omicidio volontario, spiegando come la morte di Farah sia frutto di un incidente ci cui sarebbe direttamente responsabile.

Per questo motivo la pubblica accusa ha accettato di diminuire il carico del capo d’imputazione, anche alla luce delle tre perizie psichiatriche sostenute. La sentenza verrà emessa dal tribunale deputato il prossimo 8 aprile.

La piccola Farah era stata abbandonata dal padre, che aveva deciso di non far parte della sua vita, ma sarebbe rimasta vittima di colei che avrebbe dovuto proteggerla: i genitori della Boscolo Gnolo dovranno venire a patti con la perdita della figlia e della nipote che avevano appena conosciuto”, queste le parole dell’Ispettore Jamie Stevenson che si è occupato del caso.