Dall’inizio del 2016 in Italia sono già state uccise per mano di stalker e partner violenti ben 50 donne. Da gennaio 2015 le vittime di femminicidio sono state 155. Per fermare la carneficina il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi ha annunciato l’istituzione di una task force e lo stanziamento di 12 milioni di euro per attuare un piano anti-violenza. I fondi sono quelli già stanziati dal governo Letta con la legge 119 sul femminicidio, approvata nell’ottobre 2013. Le risorse possono essere spese fino al 2018 per formare gli operatori dei centri anti-violenza e rafforzare la loro presenza sul territorio.

In un post pubblicato su Facebook Maria Elena Boschi ha invocato uno sforzo collettivo degli educatori, delle famiglie e delle autorità per arginare la violenza sulle donne che dilaga nel Paese:

Noi sappiamo che la violenza barbara sulle donne, non è una questione di donne. Riguarda tutti noi. Donne e uomini. Dobbiamo essere uniti nel dire basta. La vera sfida che dobbiamo vincere insieme è quella educativa e culturale. Insieme dobbiamo parlarne nelle parrocchie, nei centri sportivi, nelle associazioni ovunque si formano le donne e gli uomini di domani, a cominciare ovviamente dalla scuola come prevede anche la “Buona scuola”.

Il piano anti-violenza prevede una cabina di regia interministeriale e un osservatorio. Maria Elena Boschi ha rivelato di aver già ottenuto la collaborazione di Lucia Annibali, la donna sfregiata con l’acido su mandato dell’ex compagno.

Femminicidio, Boschi: pene ci sono già, il problema è l’educazione

Alle associazioni femministe che chiedono un inasprimento delle pene contro gli stalker e gli uomini che si macchiano di femminicidio la Boschi replica che le sanzioni ci sono già:

Le leggi ci sono, siamo intervenuti due anni fa con il decreto sul femminicidio. Il problema è la formazione, l’educazione. Quando arrivi ad applicare una legge e a punire qualcuno per stalking o femminicidio, vuol dire che è già troppo tardi. Non dobbiamo arrivare fin lì, dobbiamo fare in modo che ci si fermi prima. Ci si può riuscire solo creando una cultura condivisa di rispetto vero e di parità tra le persone.

Un’altra misura contro il femminicidio inserita nella legge di stabilità è la norma sul codice rosa, che mira a favorire la collaborazione tra le forze dell’ordine, le strutture sanitarie e i centri anti-violenza su modello della Toscana. Nel Jobs Act inoltre è presente una norma che consente alle donne vittime di violenza una pausa di 3 mesi dal lavoro.