AGGIORNAMENTO: Il volantino affisso dal parroco è stato rimosso per ordine del vescovo di La Spezia, dopo le furiose reazioni generali. In una nota, monsignor Luigi Ernesto Palletti ha scritto: “Appena appresa la notizia dell’affissione presso la bacheca della Chiesa di S. Terenzo in Lerici di una locandina contenente affermazioni che conducono a dare una errata lettura dei drammatici fatti di violenza sulle donne, ho subito dato disposizione che la stessa fosse prontamente rimossa. In nessun modo infatti può essere messo in diretta correlazione qualunque deprecabile fenomeno di violenza sulle donne con qualsivoglia altra motivazione, né tantomeno tentare di darne una inconsistente giustificazione”.

NOTIZIA: Se le donne vengono uccise dagli uomini, sarebbe colpa loro. E’ quanto spinge a pensare il volantino affisso sulla bacheca della chiesa di S. Terenzo, a Lerici (La Spezia), dal parroco, don Piero Corsi. Si tratta della riproduzione di un commento da parte del sito web Pontifex Roma alla lettera apostolica “Mulieris Dignitatem”, scritta da Giovanni Paolo II nel 1988.

Il titolo dell’editoriale è esplicito: “Le donne e il femminicidio, facciano sana autocritica. Quante volte provocano?”. E’ altrettanto chiaro il tono del commento: “Una stampa fanatica e deviata attribuisce all’uomo che non accetterebbe la separazione questa spinta alla violenza”. E ancora: “Il nodo sta nel fatto che le donne sempre più spesso provocano, cadono nell’arroganza, si credono autosufficienti e finiscono con esasperare le tensioni. Bambini abbandonati a loro stessi, case sporche, piatti in tavola freddi e da fast food, vestiti sudici. Dunque se una famiglia finisce a ramengo e si arriva al delitto (forma di violenza da condannare e punire con fermezza) spesso le responsabilità sono condivise”.

Le proteste sono state accese. L’associazione Telefono rosa, tramite il presidente Rosa Moscatelli, ha chiesto la rimozione del volantino tratto da Pontifex. “Non è solo un problema di forma o di dignità lesa. Riteniamo che questo messaggio sia una vera e propria istigazione a un comportamento violento nei confronti delle donne perché si offre una inaudita motivazione ad atti criminali contro di esse”.