Nato nel 1936, Ferdinando Imposimato è un magistrato, politico e  avvocato penalista italiano, nonché Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione. Durante la sua lunga carriera si è occupato di mafia, camorra e terrorismo ed è stato giudice istruttore di casi quali il rapimento di Aldo Moro, l’ attentato a papa Giovanni Paolo II e gli omicidi di Vittorio Bachelet, Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione. È stato inoltre docente di procedura penale alla Sapienza e di scienze dell’ investigazione all’ Università dell’ Aquila. Ha collaborato alla rivista Il Ponte di Piero Calamandrei; è stato direttore dell’ osservatorio dell’ Eurispes sulla criminalità organizzata in Italia e attualmente si occupa della difesa dei diritti umani.

Ferdinando Imposimato è anche autore di numerosi saggi, tra cui ricordiamo: Corruzione ad alta velocità (Koinè, 1999); Terrorismo internazionale. La verità nascosta (Koinè, 2002); Vaticano un affare di Stato (Koinè, 2002); La grande menzogna (Koinè, 2006) e Doveva Morire. Chi ha ucciso Aldo Moro (Chiarelettere, 2008), saggio dedicato alla terribile vicenda di Aldo Moro, scritto con Sandro Provvisionato.

Seguono:

Attentato al papa. Il mistero Ali Agca (Chiarelettere, 2011), incentrato sull’ attentato a Giovanni Paolo II, ancora una volta scritto a quattro mani con il giornalista Sandro Provvisionato.

La repubblica delle stragi impunite (Newton Compton, 2012) vincitore del Premio Roma 2013 per la saggistica:  Dalla bomba di piazza Fontana all’ uccisione di Falcone e Borsellino, una ricostruzione accurata dei tragici fatti orditi da terroristi in Italia. Stragi ancora impunite, che hanno avvelenato il clima politico e sociale del nostro Paese.

I 55 giorni che hanno cambiato l’ Italia (Newton Compton, 2013): Imposimato ricostruisce l’ agghiacciante scenario del sequestro Moro, attraverso nuove testimonianze e documenti inediti.

L’ Italia segreta dei Sequestri (Newton Compton, 2013): Una mappatura del fenomeno dei rapimenti, un crimine che, sebbene non sia soltanto un’ anomalia italiana, ha trovato nel nostro Paese un terreno particolarmente fertile nella mafia e nel terrorismo.