Panico a Ferguson, dove ieri, giorno dell’anniversario della morte di Michael Brown, si è tenuta una manifestazione per ricordare il tragico incidente provocato dalla polizia nel quale perse la vita il giovane afroamericano.

Il corteo organizzato nella cittadina del Missouri è stato sconvolto da una serie di spari, la cui provenienza è ancora ignota: a quanto sembra i 6 colpi – per ora le testimonianze sembrano concordare su questo numero – non sarebbero stati diretti verso le circa 300 persone che stavano sfilando per le strade di Ferguson.

I colpi sarebbero stati esplosi nel momento in cui il corteo si stava dirigendo verso una chiesa alla periferia della città, ma al momento le dichiarazioni rilasciate dalla polizia locale appaiono piuttosto frammentarie. Sarebbero due le persone rimaste ferite – sembra in maniera non grave – in seguito agli spari: un fotografo ha dichiarato di aver visto un uomo steso per terra con il viso coperto di sangue.

Il Dipartimento di Polizia locale ha confermato che uno dei suoi ufficiali è rimasto coinvolto in una sparatoria provocata dagli spari. Più tardi le autorità hanno poi diffuso via Twitter le foto di una coppia di veicoli colpiti dai proiettili: in uno di questi si sarebbe trovata un’agente che ha risposto al fuoco.

Nel pomeriggio la manifestazione di Ferguson si era svolta in maniera piuttosto pacifica, se si escludono un paio di atti di vandalismo verso due negozi e il lancio di una bottiglia diretta agli agenti di polizia, la quale si è ripresentata in assetto antisommossa.

Il capo della Polizia di St. Louis, Jon Belmar, ha espresso tutta la propria rabbia per gli spari che hanno rovinato il corteo di Ferguson, che fino a quel momento si era svolto senza arresti o incidenti gravi. “È esattamente il tipo di eventi che cerchiamo di evitare. Stiamo cercando di proteggere tutti al meglio delle nostre possibilità”.

Il 9 agosto del 2014 la morte di Michael Brown, ucciso da un agente di polizia bianco nonostante il ragazzo fosse disarmato, aveva provocato l’esplosione di proteste in tutti gli Stati Uniti: purtroppo nei mesi seguenti sarebbero morti altri uomini di colore in vari stati del Paese.