Ferie record per il Parlamento italiano, che a dicembre lavorerà soltanto per dodici giorni. Le poche sedute a disposizione potrebbero dunque non permettere di eleggere finalmente i tre giudici della Corte Costituzionale. Il gran numero di giorni di ferie a disposizione è dovuto soprattutto al fatto che questo mese di sono accumulati il ponte dell’Immacolata, i normali giorni festivi, la vigilia di Natale e Natale stesso ma anche Santo Stefano. A conti fatti, le sedute a disposizione per il mese di dicembre 2015 saranno davvero poche, anche perché i parlamentari non hanno voluto rinunciare spontaneamente a nessuno dei giorni di ferie che si è loro presentato.

L’elezione dei tre giudici della Corte Costituzionale slitta dunque di un mese ulteriore e forse il caso potrebbe essere affrontato finalmente con l’arrivo del nuovo anno. Si tratta comunque di un ritardo che fa accrescere maggior sconforto di fronte ad una situazione che va avanti ormai da diverso tempo. Il Parlamento non è infatti riuscito ancora ad eleggere i tre giudici della Consulta, e le fumate nere sono ormai ben ventinove. Le opposizioni, capitanate da Movimento Cinque Stelle, Sinistra Ecologia e Libertà, Sinistra Italiana e Fratelli d’Italia hanno chiesto di andare avanti ad oltranza, finché i tre nomi non salteranno fuori, rinunciando anche alle ferie se necessario. Una linea che non sembra però essere stata accolta.

Le opposizioni sospetterebbero che le ferie e la lunga pausa per le feste natalizie possano essere in qualche modo una scusa per permettere alla maggioranza di trovare nuovi accordi e cercare di far allineare i dissidenti, lontano dai luoghi deputati della politica.