Esistono dei legami – ma sarebbero piuttosto tenui – tra la morte del nigeriano Emmanuel Chidi Namdi per mano di Amedeo Mancini e il caso delle bombe carte che nei mesi precedenti sono state fatte esplodere davanti a quattro chiese di Fermo.

Come si ricorderà la connessione era stata avanzata dal parroco don Vinicio Albanesi, che aveva parlato di un clima di odio e tensione nella città ai danni dei sacerdoti che si occupavano di accoglienza agli immigrati.

Questa mattina i carabinieri, su ordine del procuratore Domenico Seccia che si occupava delle indagini, hanno finalmente tratto in stato di arresto due uomini, ritenuti essere i presunti autori dei danneggiamenti con esplosivo, si pensa a scopo intimidatorio.

Identificati, i due sono risultati essere due ultrà della Fermana di estrazione anarchica, entrambi di 36 anni. Accomunati dalla stessa fede calcistica di Mancini, i due sono stati bloccati prima che potessero partire per l’Inghilterra.

Uno dei due arrestati sarebbe l’ideologo del gruppo, convertitosi agli ideali anarchici dopo aver militato nell’estrema destra degli ultrà, come confermano i libri e il materiale trovato e sequestrato nella sua abitazione.

L’azione a scopo eversivo avrebbe preso di mira le chiese come simbolo dell’ordine costituito: per questo l’ideologo avrebbe affidato al complice il compito di costruire gli ordigni e poi piazzarli davanti alle chiese della diocesi di Fermo, dove avrebbero potuto provare danni ingenti a persone e cose.