Il giudice per le indagini preliminari, Marcello Caporale, ha deciso di lasciare in carcere l’uomo accusato dell’omicidio di Emmanuel, il nigeriano picchiato a morte a seguito di un insulto razzista e di una colluttazione finita in tragedia. L’italiano avrebbe etichettato come una “scimmia” la moglie di lui; così il nigeriano lo avrebbe colpito e da lì sarebbe scoppiata la rissa. La personalità di Amedeo Mancini, questo il nome del presunto aggressore di Emmanuel, è stata definita “violenta, aggressiva, prevaricatrice e insofferente alla legge” ha messo nero su bianco il Gip Caporale.

Un uomo che, dunque, dovrà rimanere in carcere poiché “incapace di controllarsi”: potrebbe persino “molestare o aggredire” altri extracomunitari. L’avvocato Francesco De Minicis, che difende il presunto omicida, ne dà un altro ritratto definendolo “provato e distrutto per quello che è successo”, per aver portato alla morte un giovane nigeriano che era scappato da miseria e guerra, da Boko Haram e persino dai trafficanti di esseri umani. E, invece, in Italia, in quello che doveva essere il suo “paradiso”, ha trovato la morte, in maniera atroce.

Potrebbe aggredire altri immigrati

Il giudice, dunque, al termine dell’interrogatorio di garanzia, ha deciso di non convalidare il fermo poiché non sarebbe sussistente il pericolo di fuga anche se, secondo Caporale, ci sarebbe il rischio che l’uomo possa compiere di nuovo questo gesto atroce: “È altamente probabile che per l’indagato si presenterà nuovamente l’occasione di molestare o aggredire altri soggetti extracomunitari, giacché gli stessi sono presenti in modo consistente in provincia di Fermo, in particolare presso la struttura del seminario arcivescovile”.

“Africans scimmia” e “Negri di m***a” avrebbe detto alla coppia di nigeriani di Fermo. “L’ho preso per bene, l’ho steso per terra” avrebbe aggiunto Amedeo Mancini subito dopo il pugno che sarebbe costato la vita al povero Emmanuel. “Non possiede quasi nulla, fatica a trovare i soldi per mangiare regolarmente ma è pronto a spogliarsi di tutto ciò che ha per donarlo alla vedova. Sente addosso la responsabilità morale, non giuridica si badi bene, di quanto accaduto” ha fatto sapere il suo difensore che deve ancora capire “quanto e se fosse consapevole del disvalore delle sue azioni”.

Oggi a Fermo è prevista una manifestazione a sostegno di Emmanuel, promossa da associazioni e istituzioni. A seguire, intorno alle ore 15, si terrà un consiglio comunale aperto ai cittadini mentre alle 17 il Consiglio Regionale, presso Palazzo dei Priori, affronterà il tema dell’integrazione. Per concludere in “bellezza” è stato programmato anche un concerto in piazza presentato da Claudia Koll, attrice italiana, classe 1965.