È stato ritrovato dalla polizia nella periferia di Ferrara, e precisamente in un casolare di campagna abbandonato nelle immediate vicinanze del carcere della provincia emiliana, il corpo del 73enne Pierluigi Tartari, l’uomo che, sequestrato nella sua casa di Aguscello, nel Ferrarese, il 9 settembre da una banda di malviventi che poi aveva utilizzato il suo bancomat per prelievi e acquisti illeciti, sembrava scomparso nel nulla senza far più avere notizie di sé. Gli inquirenti, prima di chiarire con precisione le dinamiche dei fatti, stanno al momento mantenendo la più assoluta discrezione sulla vicenda.

La cosa certa è che il manipolo di malviventi, prendendo di mira l’abitazione piuttosto isolata dell’anziano, avevano come obiettivo il denaro. Non trovando ciò che cercavano hanno preso due fucili da caccia e sequestrato Tartari dopo averlo sottoposto a percosse e maltrattamenti, lasciando anche alcune tracce di sangue sul pavimento. Dopo poche ore, venendo in possesso del bancomat, i banditi hanno effettuato alcuni prelievi con la carta del malcapitato. Stando alla ricostruzione degli investigatori il pensionato, dopo aver rivelato sotto minaccia il codice pin del bancomat, avrebbe potuto essere già morto. Resta da chiarire se il decesso è stato causato dai malfattori o è avvenuto – indirettamente – per causa dello spavento.

Dal giorno del sequestro le ricerche dell’uomo non si sono mai fermate, anche se dopo tutto il tempo trascorso gli inquirenti nutrivano poche speranze di ritrovare Tartari ancora in vita. Al ritrovamento del cadavere potrebbe aver contribuito la segnalazione di pochi giorni fa dopo essere stato riconosciuto da alcuni testimoni e inchiodato dalle immagini delle telecamere di sorveglianza del bancomat al quale la banda aveva prelevato con la carta dell’uomo.