È terminata poche ore fa la fuga di Simone Bertocchi, il presunto responsabile della morte di Roberto Tosi Savonuzzi e del grave ferimento della compagna Raffaella Pareschi, avvenuti domenica, quando avrebbe sparato ai due nella loro abitazione di Fossanova San Marco, in provincia di Ferrara.

Il 36enne si è infatti consegnato ai carabinieri insieme al suo avvocato, confessando il delitto e aiutando gli inquirenti a utilizzare la pistola usata. L’uomo è il fidanzato della nipote del proprietario di casa del casolare in cui abitavano i Tosi Savonuzzi.

Se nel corso dell’interrogatorio di oggi con il magistrato dovessero essere confermate le sue dichiarazioni, Bertocchi dovrà allora rispondere di omicidio e del ferimento della Pareschi, che al momento si trova all’ospedale Maggiore di Bologna in gravi condizioni.

Da quanto raccontano alcuni testimoni il sospettato sarebbe stato aiutato da un complice che avrebbe avuto un ruolo passivo, con il quale si è allontanato in bicicletta dopo l’aggressione; questi non é stato ancora identificato (nonostante alcune testimonianze, per ora imprecise, parlino di uno slavo o un marocchino), e proprio su questo punto dovrà fare chiarezza il colloquio con il pm.

Stando alle prime ipotesi il movente del delitto sarebbe da attribuire a una lite tra gli inquilini e i Chiccoli (nello specifico la nipote Sabrina, che si occupava della gestione dell’immobile), a causa dei danni riscontrati nell’abitazione, l’ultimo dei quali sarebbe stato una perdita d’acqua nel terrazzo.

Ma i carabinieri si stanno concentrando anche su un’altra pista, riguardante un presunto esposto che Tosi stava preparando per segnalare il furto della pensione ai danni del suo proprietario di casa, Vittorio Chiccoli. Forse questi, descritto dai più come ingenuo e non autonomo, era vittima di una truffa o di un raggiro che sarebbe stato scoperto dalla coppia di anziani e per il quale sarebbero stati giustiziati.