La decisione era già nell’aria nelle scorse ore e adesso è stata ufficializzata: il consiglio di amministrazione delle Ferrovie dello Stato al completo ha presentato le proprie dimissioni. I vertici dell’azienda, compresi il presidente Marcello Messori e l’amministratore delegato Michele Elia, hanno compiuto questa scelta in risposta all’annuncio da parte del governo della privatizzazione.

I vertici di Ferrovie dello Stato sono così stati azzerati. Tra i primi a commentare questa decisione c’è Claudio Tarlazzi della U.I.L. Trasporti: “Le dimissioni del cda, quale conseguenza della diversità di vedute con il governo rispetto alla privatizzazione del gruppo, evidenziano quanto sia sbagliato affrontare una scelta così complessa e strategica per il Paese con mere logiche di far cassa”.

Comunicando le dimissioni da parte del cda, Ferrovie dello Stato fa sapere che al più presto verrà convocata un’assemblea per decidere la nomina del nuovo consiglio di amministrazione. Il toto-nomi per i nuovi vertici aziendali è già partito e, secondo le prime indiscrezioni, in pole position c’è Renato Mazzoncini, che attualmente è l’ad di FS BusItalia.

La rottura tra l’ormai ex cda e il governo Renzi si era comunque consumata negli scorsi giorni, dopo l’annuncio da parte di Graziano Delrio della privatizzazione delle Ferrovie dello Stato. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti aveva dichiarato: “Viene avviata la procedura che tiene presente la complessità della gestione delle Fs e la necessità di aumentare gli obblighi di servizio pubblico”.

Prosegue quindi il rinnovamento dei vertici aziendali. Giusto ieri era stato mandato via Luigi Fiorillo, amministratore delegato delle Ferrovie Sud Est, al centro di più di un’inchiesta giudiziaria. Al suo posto è stato annunciato un consiglio di amministrazione composto da tre tecnici.

Attraverso una nota, il ministero dei trasorti ha comunicato: “I nuovi consiglieri di amministrazione hanno accettato con spirito di servizio, mettendo a disposizione le loro competenze professionali, la richiesta del ministero per un nuovo corso delle Ferrovie Sud Est che affronti le criticità in una prospettiva di stabilizzazione, chiarezza e prospettive di una società che eroga servizi ai cittadini avvalendosi del contributo di oltre 1.300 lavoratori”.