Come ormai era ampiamente previsto, viste tutte le polemiche scatenatesi durante le ultime settimane, finalmente oggi è andato in scena il Fertility Day, l’iniziativa promossa dal ministro per la Salute Beatrice Lorenzin.

A Roma, così in altre 11 città italiane, una delle tavole rotonde organizzate per sensibilizzare intorno al tema dei problemi di fertilità e alla crisi di denatalità in Italia è stata presa d’assalto dal cosiddetto Fertiliy Fake, la contromanifestazione nata dopo le due contestatissime campagne di comunicazione, in parte sconfessate dallo stesso ministro.

Giovani e meno giovani hanno occupato la strada armati di clessidre (come simbolo dell’orologio biologico) e cuscini per fingere lo stato di gravidanza: la protesta ha posto al centro del dibattito la questione dei diritti delle coppie, lo stato del welfare tricolore, il diritto allo studio, e le adozioni per le coppie omosessuali.

Alle proteste hanno aderito enti, associazioni e organizzazioni di rilievo come Cgil, Arci, Act, Artemisia, Rete della conoscenza, Anddos, Unite in rete, Libere tutte, Coordinamento contro la violenza di genere e il sessismo, A Sud e Udi, Unione donne in Italia.

Interrogata circa i manifestanti che chiedevano le sue dimissioni, la Lorenzin ha affermato che “nel Fertility Day parliamo di salute, poi c’è l’aspetto politico e nella politica ci sono le strumentalizzazioni, e mi sa che c’è un sacco di gente che aspira a fare il ministro della Salute: va benissimo, ma io intanto mi occupo di cose vere”.

Il ministro poi è entrata nel merito della polemica riguardante l’opuscolo presentato in questi giorni, giudicato razzista da più parti: “Che io debba passare intere giornate a fare speculazioni su una foto della campagna non va bene, posso occuparmene un giorno, ma poi chi è responsabile dell’accaduto va a casa”.

Nello specifico la foto incriminata sarebbe stata inserita a sua insaputa, avendo lei approvato una scatto differente: “Perché fosse diversa non lo so e i responsabili se ne devono assumere la responsabilità, ma al di là di questo è importante parlare del problema di salute legato all’infertilità, ed è importante rilanciare l’attenzione sulle malattie sessualmente trasmesse, che sono in aumento”.

Durante l’incontro istituzionale ha parlato anche il presidente dell’Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi, il quale ha fatto presente che “le polemiche non devono distogliere dal problema e dall’emergenza denatalità in Italia: non si deve oscurare il significato di questa iniziativa”.

Una crisi demografica accertata, quella italiana, visto che il nostro “è il Paese che più al mondo ha visto precipitare la fertilità dagli anni ’70: il tasso di fertilità delle donne italiane è infatti a 1,3 dal 1976. Sarà a questi livelli in Francia, ad esempio, solo nel 2020 e in Usa solo nel 2050”.

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