Nel giorno della festa dei lavoratori, emerge un sondaggio interessante sulle aspirazioni professionali dei giovani italiani che desiderano la fama e i cachet dei più grandi calciatori di tutto il mondo. E’ il risultato di un’indagine promossa dal bookmaker Stanleybet su un campione di 1.450 tifosi, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, intercettati fuori dagli stadi italiani in occasione delle prime tappe del Challenge Yourself Tour.

Il calciatore (Beckham nella foto by InfoPhoto) resta il sogno professionale per eccellenza con il 31% delle preferenze grazie agli stipendi milionari che i calciatori intascano ogni anno nei campionati maggiori (35%) oltre al loro successo con veline, showgirl e modelle. La possibilità di avere donne splendide (25%) è tra le motivazioni principali, seguita a ruota dalla fama (24%).  L’8% degli intervistati vorrebbe correre sui campi di tutto il mondo per avere la possibilità di viaggiare sempre. Attira anche la breve durata: una vecchiaia tranquilla e senza problemi economici è la motivazione addotta dal 6% degli intervistati.

Calcio a parte, tra le ambizioni dei giovani si fanno largo anche le nuove professioni connesse al mondo digitale. A sedurre particolarmente i giovani digital addicted è il lavoro di blogger, che ottiene il 18,5% delle preferenze. Un filone di grande appeal si conferma poi quello della cucina, grazie anche al proliferare di programmi televisivi di successo. Neanche a dirlo, al terzo posto nella classifica delle professioni più agognate dai giovani italiani si attesta lo chef con l’11%, a sottolineare come il settore food, specialmente in Italia, non entri mai in crisi.

Le nuove generazioni si dimostrano anche molto attente al sociale, con particolare interesse verso la tutela dei bambini. Cresce la voglia di diventare assistenti sociali (8%): non grandi speranze di guadagno, ma per l’arricchimento personale che il sostegno e la protezione dell’infanzia possono dare. A seguire, in lieve calo rispetto ai trend evidenziati in passato, sono le attivita’ di tipo giudiziario, come quelle di notaio e avvocato. La concorrenza degli avvocati, il periodo di apprendistato di due anni e i presunti favoritismi all’interno del settore scoraggerebbero la maggior parte dei giovani, lasciando al 6% il sogno di vestire la toga. Sorprendentemente in calo anche l’appeal del mondo dello spettacolo e della moda: essere un personaggio della TV o un modello non è più una prospettiva che attrae, ferma rispettivamente al 4% e all’1,7%.

Tra i fattori che condizionano le scelte in ambito professionale si guarda in primis alla busta paga e alla remunerativita’ per il 43% degli intervistati. A seguire i sogni di gloria (ben il 20% vorrebbe essere famoso), e un lavoro che concili piacere e denaro (15%). Ma non tutti hanno mire cosi’ utopiche. Il 9% delle persone intercettate sceglie il suo lavoro in rapporto alla sua forza di resistere alla crisi, ipotecandosi così un futuro un po’ più sicuro e, magari, con la possibilità di un pensionamento rapido (8%). Per i fortunati che ce l’avranno.