Simbolo della lotta operaia e della possibilità di un cambiamento concreto, le celebrazioni del Primo Maggio fanno risalire la propria origine alle rivendicazioni sindacali di fine ’800: furono infatti quelli i decenni in cui, per la prima volta, gli operai si adoperarono affinché la propria coalizione rivendicasse con forza il diritto a porre il limite della giornata lavorativa a otto ore. Un traguardo raggiunto per la prima volta nell’Illinois del 1867, e diffusosi poi gradualmente a tutti gli Stati Uniti e infine anche in Europa.

Le numerosissime manifestazioni di quegli anni confluirono quindi nella decisione di indire una giornata annuale durante la quale avrebbe avuto luogo una grandiosa manifestazione capace di coinvolgere i lavoratori di tutto il mondo: decisione presa nel corso del Congresso della II Internazionale di Parigi del 1889, momento in cui fu indicato proprio il 1° maggio come giornata di lotta.

Una data simbolica, con la quale si scelse di ricordare i cosiddetti “Martiri di Chicago”, caduti durante la storica rivolta di Haymarket e una giornata per ricordare l’impegno del movimento sindacale nonchè i traguardi raggiunti dai lavoratori in campo economico e sociale.

La Festa del lavoro o Festa dei lavoratori viene oggi celebrata il 1º maggio di ogni anno in molti Paesi del mondo, compresa l’Italia, dove, a seguito della soppressione adoperata durante il ventennio fascista, è stata regolarmente ripristinata a partire dal 1945.

Come ogni anno, anche per questa edizione 2014, sarà Roma ad accogliere la più grande manifestazione: inaugurata nel 1990 da CGIL, CISL e UIL, la grande festa romana del primo maggio ancora aderisce a quel particolare spirito che già il Senatore Ettore Ciccotti aveva evocato nel 1903 affermando: “Un giorno di riposo diventa naturalmente un giorno di festa, l’interruzione volontaria del lavoro cerca la sua corrispondenza in una festa de’sensi; e un’accolta di gente, chiamata ad acquistare la coscienza delle proprie forze, a gioire delle prospettive dell’avvenire, naturalmente è portata a quell’esuberanza di sentimento e a quel bisogno di gioire, che è causa ed effetto al tempo stesso di una festa“.

Ed è così che torna ancora una volta il grande Concerto del Primo Maggio, la rassegna musicale che da quell’ormai lontano 1990 viene organizzata annualmente il giorno della Festa dei lavoratori in piazza di Porta San Giovanni a Roma. Presentato quest’anno dal terzetto d’eccezione composto da Edoardo Leo, Francesca Barra e Dario Vergassola, il concertone comincerà, come accade ormai da diverse edizioni, alle ore 15:00 con l’anteprima, per poi proseguire con la diretta vera e propria dalle 16:00 su Raitre. Ad alternarsi sul palco: Piero Pelù, Rocco Hunt, Tiromancino, Modena City Ramblers, Clementino, Bandabardò,  Stefano Di Battista E 50 Sax Del Conservatorio Di Santa Cecilia, Francesco Di Bella, Taranproject Con Daniele Ronda, Perturbazione, Brunori Sas, Enrico Capuano, P-Funking Band, Levante, Alberto Bertoli e infine Crifiu.

Ma, sebbene ormai molti anni siano passati e molti diritti siano stati acquisiti dai lavoratori di quasi ogni paese, ogni anno il 1° maggio, oltre a ricordarci l’importanza e la gioia di quelle prime, fondamentali conquiste, torna a ricordarci che ancora molte sono le lotte da combattere affinché vengano superati gli attuali problemi del mondo del lavoro, tra i quali spiccano certamente in questi anni disoccupazione giovanile e precariato.

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