La Festa del Redentore è una delle più antiche feste popolari veneziane, nonchè uno degli eventi più famosi della città, vissuto tanto intensamente dai suoi abitanti, quanto a lungo atteso dai turisti che accorrono in migliaia per assistere alla magia che anima l’intera laguna nei due giorni di festa.

La ricorrenza, celebrata ogni anno la terza domenica di luglio, ricorda la costruzione della Chiesa del Redentore, quale ex voto per la liberazione della città dalla peste del 1575-1577, flagello che provocò la morte di più di un terzo della popolazione della città in soli due anni.

La leggenda vuole che il terribile morbo si sia diffuso a causa dei topi infettati dalle pulci, arrivati a Venezia a bordo delle galeazze che fungevano da corrieri commerciali tra la città e l´Oriente. A sconfiggere il terribile flagello che stava decimando Venezia (basti pensare che l’epidemia si portò via oltre 50.000 persone, tra le quali il pittore Tiziano Vecellio) sarebbero state le sentite devozioni pubbliche dei sopravvissuti e soprattutto il voto solenne del doge Alvise Mocenigo, che giurò di erigere uno splendido tempio qualora la Repubblica di Venezia fosse sopravvissuta al totale annientamento.

Terminata la pestilenza, il voto fu sciolto dal Doge Sebastiano Venier che indisse un concorso per la costruzione di una splendida chiesa. L’incarico fu affidato al Palladio che nel 1579 pose la prima pietra:  la chiesa fu poi consacrata nel 1592. Nel frattempo, nella 3° domenica del luglio 1577, nel luogo in cui si era deciso fosse eretto il tempio, venne provvisoriamente allestita una chiesetta in legno e una passerella galleggiante, formata da ottanta galee , che univa l´isola della Giudecca a Venezia, sulla quale sfilarono in processione il doge, le Scuole d´Arti e Mestieri, le Confraternite Religiose e un’immensa folla di Veneziani scampata alla terribile epidemia, consapevole che i lutti e le disgrazie erano finalmente terminate.

Quando fu costruito il tempio, il doge stabilì che la terza domenica di luglio fosse destinata al pellegrinaggio. Ben presto però la gente, per paura di non trovare posto alla cerimonia, prese ad arrivare alla Giudecca la sera prima e lì trascorreva tutta la notte per poi attendere il sorgere del sole al Lido.

Nonostante siano passati più di quattro secoli dalla sua istituzione, la festa del Redentore continua a svolgersi negli stessi luoghi e con le stesse modalità. Ancora oggi, infatti, una delle massime attrazioni della festa è lo spettacolare ponte, di oltre 300 metri, posto lungo lo stesso percorso da quasi 450 anni. Una celebrazione, dunque, diventa tradizione, ancora attiva dopo quasi cinque secoli.

Anche il ‘moderno’ evento del Redentore mantiene intatta la dimensione religiosa della festa; ad inaugurarla è infatti la benedizione del Patriarca di Venezia, che ha luogo sulle gradinate del Redentore nel momento dell’apertura del ponte, mentre la folla inizia la sua processione verso la Giudecca. Segue la prima celebrazione eucaristica delle 19.30, alla quale seguono quella delle 00.30 e le otto della domenica.

Oltre che per il carattere religioso, la festa è famosa però anche per il tradizionale “Spettacolo Pirotecnico” che si tiene nella notte tra il sabato e la domenica, sul Bacino di San Marco e per le tre regate di imbarcazioni tipiche, organizzate nella giornata successiva, che attraggono un pubblico vasto e proveniente da tutto il mondo.

La notte del Redentore (famosa anche come “Note dei Foghi”) è certamente  il momento più atteso della festa: con il Bacino di San Marco sullo sfondo, giochi di luce e riflessi sull’acqua creano uno scenario incredibile; ma la festa inizia già il sabato mattina, quando gli abitanti cominciano i preparativi per la lunga nottata. Tra le tradizioni del Redentore a Venezia, la festa in barca è invece una delle più antiche: al tramonto migliaia di imbarcazioni, illuminate e decorate con tanti palloncini colorati, prendono posto nel Bacino di San Marco e nel Canale della Giudecca, mentre per la notte della festa, il programma rimane invariato anno dopo anno: si cena tutti assieme con le specialità della tradizione veneziana accompagnati da danze e musiche per arrivare in allegria al momento più atteso, i meravigliosi fuochi del Redentore.