La festa della Repubblica italiana, come tutte le celebrazioni di questo tipo, prevede un rituale rigido e sostanzialmente immutabile, dall’omaggio al milite ignoto alla parata militare. Altrettanto tradizionale è il discorso del presidente della Repubblica; è invece inedito il fatto che lo stesso presidente lo tenga per la nona volta. Quest’anno Giorgio Napolitano ha voluto soffermarsi sul futuro; in particolare, su ciò che serve fare per uscire da questa infinita crisi economica e tornare al ruolo che l’Italia merita, cioè quello di una delle più importanti nazioni al mondo.

In questi pesanti anni di crisi l’economia e la realtà sociale del nostro paese hanno conosciuto gravi passi indietro, come dice il livello insopportabile cui è giunta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile” – ha detto il capo dello Stato – “Se questa deriva si è fermata, se registriamo segni sia pur deboli di ripresa, il problema è ora quello di passare rapidamente alle decisioni e alle azioni che possono migliorare le condizioni di quanti hanno sofferto di più per la crisi, e aprire la prospettiva di un nuovo sviluppo per l’Italia“.

Napolitano (foto by InfoPhoto) ripete una volta di più che le riforme vanno al primo posto e non si deve più perdere tempo: “Il da farsi è ormai delineato. Determinanti sono le riforme strutturali tra le quali già in cantiere quelle per le istituzioni e per la pubblica amministrazione, per il lavoro e per un’economia più competitiva. Auspico un confronto civile in Parlamento, una ricerca di intese che è dovuta per ogni modifica costituzionale. E’ però tempo di soluzioni, non di nuove inconcludenze“.

E non servono rivoluzioni o avventure: “Il cammino del nostro paese verso un futuro migliore passa egualmente attraverso una lotta senza quartiere alla corruzione, alla criminalità, all’evasione fiscale. Ed è un cammino che non può essere inquinato e deviato da violenze, intimidazioni, illegalismi di nessun genere. A tal fine tutte le forze vitali dello Stato e della società sono chiamate a cooperare“.

All’inzio della cerimonia odierna, il presidente della Repubblica ha aggiunto: “Stamane all’altare della Patria ho rivolto un deferente pensiero a tutti i militari italiani che hanno sacrificato la vita al servizio del Paese“.