Nel giorno della festa dei lavoratori i sindacati si uniscono e gridano in coro la loro paura per la situazione di congiuntura economica del momento, che si riflette anche sui lavoratori: “Senza lavoro il Paese muore”, il grido di Susanna Camusso. E Bonanni e Angeletti rincarano la dose: “O si risolve il problema di dare lavoro o affondiamo”.

La prima notizia è che i tre sindacati maggiori sono uniti. Nel giorno della tradizionale festa del Primo maggio, certo, ma sono uniti. D’altronde i dati Istat parlano chiaro: 38,4% il tasso di disoccupazione giovanile e tante le situazioni di vertenze industriali in corso. Qualcosa bisognerà pure farlo. Susanna Camusso (foto by infoPhoto), segretario generale Cgil: “Senza lavoro il Paese muore e questo Paese non può morire – le sue parole – l’obiettivo vero, reale, di questo Paese è rimettere al centro il lavoro e dare risposte evidenziando la necessità di procedere con i relativi provvedimenti”.

Raffaele Bonanni, segretario Cisl: “Siamo qui per i disoccupati, e sono molti, e perché vogliamo ricordare che c’è tanto da fare per gli esodati, per i cassintegrati. Il governo deve avere il coraggio di cooperare con i poteri locali e le parti sociali. L’Italia si salva se tutti la salviamo. Basta a litigi e furbizie, l’Italia deve essere percossa da uno spirito nuovo di servizio”. Infine Angeletti, segretario Uil: “O si risolve il problema di dare lavoro o il Paese affonderà”.