Anche quest’anno il Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia si appresta a finire, e nonostante la pioggia direi che è andato strabene.
Per chi non è giornalista e muove i primi passi in un modo selvaggio, il Festival è un’occasione di approfondimento e una specie di corso di aggiornamento gratis.
Per chi è giornalista e vuole visibilità, il Festival è irrinunciabile: devi esserci, altrimenti sei uno sfigato.

Per seguire il Festival come Dio comanda, quest’anno ho faticato come un somaro, per colpa di lavoro, pioggia e masse impazzite, perciò, per regolarmi meglio il prossimo anno, ho buttato giù una lista di 10 (ciniche) cose che ho imparato sul Festival.

1 – Se piove, preparati al peggio
Non commettere anche tu l’errore di pensare “se piove, ci sarà meno gente”. La pioggia in realtà spinge le masse a invadere i panel, anche quelli noiosi.
Naturalmente a nessuno frega un cavolo del tema della discussione: è solo che lì dentro si sta caldi, all’asciutto e ti regalano i cioccolatini.

2 – Pranzo dal Baldo
L’unica soluzione per pranzare di corsa tra un panel e l’altro è andare dal Baldo, un sant’uomo che in pieno Corso Vannucci riesce a fare della pizza buonissima a 1€ al pezzo, alla faccia di tutti gli altri ladri dai prezzi improponibili.

3 – Gossip, non la solita robetta
Ok, abbiamo capito che vuoi darti un tono e sembrare un intellettuale, ma ricorda che ai tuoi amici di Facebook non frega niente del futuro del data journalism, o di come si fa un reportage in una zona di guerra.
Pedina i vip tutto il giorno, fotografali in posizioni buffe e prendili in giro sui social: questa è la vera informazione 2.0!

4 – La registrazione non serve a niente
Però ti daranno il programma, il ciondolo di Amazon e il cartellino che nelle foto ti farà sembrare il prossimo Scanzi.
Ti sentirai importante e fichissimo.

5 – Ma come, non sei stato da Travaglio???
Per entrare nei panel con i vip ci vogliono almeno due ore di fila, ma grazie a Dio esiste la tecnologia.
Ti metti comodo, il panel fico te lo guardi in streaming, fai uno screenshot, lo posti su Facebook in tempo reale, e poi dici che ci sei stato. Nessuno potrà dimostrare il contrario.

6 – Concentrati sulle prese elettriche
Sappiamo tutti che l’unica cosa che ti interessa è fare foto e metterle su Facebook, per far vedere a tutti che sei lì, ma con la batteria scarica non potrai essere fico. Quando entri in un panel, assicurati i posti vicini alle prese di corrente, e ricarica.
Tanto pagano i perugini.

7 – Escono dalle fot***e pareti!
Il Festival ha successo e sta diventando di massa, la gente ha capito che bisogna andarci per darsi un tono, così i panel sono sempre strapieni.
Essere puntuali o avere il pass non basta: devi arrivare con almeno mezz’ora di anticipo, oppure prepararti a combattere negli angusti corridoi. Forse dovrai anche mentire e barare.
Non è un Festival: è una guerra.

8 – Due panel al prezzo di una sola fila? Col cavolo
Il regolamento dice che, alla fine di un panel, il teatro deve essere completamente liberato, prima che inizi l’altro panel. Se hai avuto l’ideona di restare seduto per non rifare la fila, personale qualificato non te lo lascerà fare.
Il wi-fi non funziona e gli snack finiscono subito, ma la security è efficace e spietata.

9 – Le ragazze radical-chic sono difficili, ma ci stanno
Il Festival funziona per questioni di status symbol e ostentazione: l’utente medio del Festival vuole far sapere a tutti che è figo, acculturato e che frequenta gli ambienti dei giornalisti, e qui si gioca l’aspetto più importate del Festival: le ragazze.
Se ti vesti bene, hai una barba credibile e riesci a sembrare colto e profondo, le ragazze ci cascheranno, ma con le radical-chic dovrai essere davvero bravo.
Perché hanno studiato anche loro.

10 – “Arianna, il wi-fi non funziona”
Infine, come in ogni evento italiano, il wi-fi del Festival funziona solo quando non ne hai bisogno.
Quando ti serve, quando c’è troppa gente, quando si fanno brutti commenti sul Perugia Calcio, il wi-fi salta, e ovviamente nessuno avrà fatto notare la cosa alla fondatrice del festival Arianna Ciccone.
Se la incontri di corsa tra un panel e l’altro, fermala e diglielo. Lo apprezzerà moltissimo.

Dio vi saluta da Perugia.
Andate e moltiplicatevi.