Al Palazzo Ducale di Urbino gremito di intellettuali e curiosi è partito ufficialmente il Festival del Giornalismo Culturale, seconda edizione, dove lo staff è stato così cortese da riservare a Dio un posto in terza fila, tra le autorità.

Data l’importante ricorrenza con la Festa della Liberazione, Lella Mazzoli ha ricordato che parlare di cultura è il modo migliore per celebrare la libertà. Giorgio Zanchini ha potuto invece tirare un sospiro di sollievo, ricordando che ogni anno nel momento di maggior lavoro organizzativo si ritrova a dire “mai più, questo è l’ultimo anno”, e invece poi la voglia torna, e l’anno dopo il festival riesce anche meglio.

Lella Mazzoli ha presentato i punti principali dello studio condotto da News-Italia.it sull’informazione e le sue fonti, il modo in cui la gente si informa oggi, ovviamente con un occhio speciale per l’ambito culturale.
Cercando di riassumere:

QUOTIDIANI
Ci si informa sempre di più su internet, soprattutto su mobile e soprattutto quotidiani online, i più cliccati.
Negli ultimi due anni, però, la crescita degli utenti web italiani si è stabilizzata, mentre i quotidiani cartacei sono in caduta libera.

APPROFONDIMENTI CULTURALI
Chi cerca informazioni culturali è slow: cerca più approfondimenti (non su internet) e non si informa quotidianamente in modo “nevrotico”, come avviene invece per l’informazione politica o generale. Calano gli ascolti della radio, ma non per i programmi di approfondimento.
Come fonte di informazione culturale, Twitter praticamente NON ESISTE. Il social al massimo offre spunti culturali, ma in 140 caratteri non può approfondire nulla.
Chi non si informa su internet, non cerca nemmeno approfondimenti, e insomma non si informa affatto.

VIAGGI-TURISMO-CIBO
Gli utenti quando cercano informazioni culturali, cercano principalmente il tris viaggi-turismo-cibo, poi beni culturali ed editoria, soprattutto da mobile e soprattutto ragazzi.
Si potrebbe pensare che il costo dei viaggi non sia alla loro portata, e invece pare di si.

PASSAPAROLA
Infine, non è stato preso in esame il famigerato passaparola, il canale di informazioni più antico e affidabile del mondo, online e offline. Sfortunatamente è impossibile monitorarlo con precisione, ma alla domanda “usi il passaparola?”, hanno risposto tutti SI.