Ultimo giorno di Festival del Giornalismo, dove la gente non manca e non si perde un panel nemmeno di domenica.
Per ovvie ragioni, Dio ha trovato interessante un panel dal titolo “I Diavoli”, che in realtà è il titolo di un libro di Guido Maria Brera, fondatore del Kairos Group, presentato qui al Festival insieme a David Lane, giornalista di The Economist.

Il libro tratta della finanza e della crisi che ha provocato, del lato oscuro delle divinità del capitalismo, o per meglio dire dei Diavoli, i grandi manipolatori che rimangono nell’ombra, e stavolta non si tratta di complottismo. Il romanzo è basato su fatti veri, e su alcune riflessioni dell’autore, che ha cominciato a prendere appunti e a scrivere dopo una brillante carriera.

La finanza c’entra tantissimo con le nostre vite, è diventata sistemica e perciò dobbiamo conoscerla. Guido Maria Brera, citando Alda Merini, dice “ho cercato di smuovere delle zolle”.
La finanza è partita per portare i soldi a chi aveva le buone idee, ha sempre avuto uno scopo redistributivo, ma oggi è diventata conservativa. Nel 1969 l’amministratore di una grande banca di investimento prendeva 70 volte lo stipendio di un suo dipendente: oggi prende 1000 volte tanto.

In finanza, i regolati hanno regolato i regolatori.
Non si tratta di furto: nessuno ruba, nel senso che nessuno infrange la legge. Piuttosto, sono state istituite delle regole ingiuste, che i finanzieri rispettano perché gli conviene: sono le regole che loro volevano, fatte per ingannare la gente.
Nel peggiore dei casi, poi, le regole non esistono affatto, e i grandi operatori finanziari agiscono in un contesto del tutto anarchico. Assurdo, se pensiamo a quanti permessi, autorizzazioni e conferme servano per aprire una piccola attività.

Guido ha poi spiegato il cosiddetto Trilemma di Rodrik: globalizzazione, stato-nazione e democrazia non possono coesistere. Una delle tre deve necessariamente saltare.
Allo stato attuale delle cose, infatti, noi abbiamo risolto il trilemma abdicando alla democrazia, che in Italia è stata oggettivamente indebolita.

All’estero c’è stato un qualche riscatto: in certi casi la finanza si è data alla beneficenza, anche solo per dimostrare che chi ha il potere dei soldi non è solo uno squalo.
In Italia, invece, osserva Guido Maria Brera, non c’è stato niente, solo chiusura e privilegi: il paese sprofonda anche perché c’è una totale mancanza di senso di condivisione.