La domenica pomeriggio volge al termine, e insieme ad essa anche il Festival del Giornalismo di quest’anno si avvia alla chiusura.
Mentre un oceano di folla invadeva la Sala dei Notari per ascoltare Lilli Gruber e Andrea Scanzi, io più modestamente ho scelto di seguire un panel che riprende un tema con cui ho iniziato questa rassegna del Festival.
Alla Sala Lippi c’erano Michele Azzu (blog L’Isola dei Cassintegrati), Alessandro Gilioli (L’Espresso), Alessio Jacona (giornalista e scrittore), a parlare nell’incontro “Da blog a media mainstream: L’Isola dei Cassintegrati”.

Se i quotidiani sono in crisi, i blog non se la passano benissimo. L’integrazione cartaceo/digitale, la sempre più impellente necessità di inserirsi nei social network, la sostenibilità economica e la validità dei contenuti: tutto questo crea non pochi problemi a chi lavora nel mondo dell’informazione.

In questo panorama di difficoltà, un caso felice è rappresentato dal blog l’Isola dei Cassaintegrati – l’unico reality reale, il quale, usando un nome che si richiama al noto reality show, è nato per seguire e raccontare l’occupazione della fabbrica Vinyls nell’isola dell’Asinara (sopra alla Sardegna), protesta operaia di cui non parlava nessuno.
Puntando a mille iscritti alla pagina Facebook, l’Isola ne ha ottenuti cinquantamila in tre settimane, fino ad arrivare a centomila in sei mesi. Partendo da zero, sono diventati prima una fonte per i giornali, poi sono approdati ai talk show, infine, con quello che si definisce crowdsourcing, hanno ottenuto una collaborazione stabile con il Gruppo L’Espresso: dal blog indipendente al media mainstream.

Dalla protesta della Vinyls, seguendo anche i consigli dei lettori, i ragazzi dell’Isola dei Cassaintegrati  hanno cominciato a viaggiare a a seguire di persona i casi delle varie ‘isole‘ di proteste operaie e fabbriche a rischio chiusura, dimenticate dall’informazione tradizionale.

Jacona ha ricordato come il rapido (e notevole) successo di questa iniziativa mostri chiaramente come, in caso di vuoto informativo, si possa fare dell’informazione alternativa con successo usando i social, un blog e un po’ di buona volontà. Le piattaforme e i mezzi ci sono e si conoscono bene, i vuoti informativi ci sono sempre, e c’è anche il pubblico che vuole essere informato: oggettivamente, queste iniziative sono possibili.

Gilioli, scusandosi per il cinismo delle sue osservazioni realistiche, ha ricordato che nel giornalismo il tema del lavoro non era più molto appetibile almen0 dall’inizio degli anni ’80. Il caso dell’Asinara, invece, con gli operai in occupazione e i loro figli che si armavano di social e informavano tutti, era giornalisticamente sexy, e questo ha agevolato lo sviluppo della loro iniziativa.

Tirando le somme, l’esperienza dell’Isola dei Cassaintegrati, partita davvero dal basso e dalle persone, è stata possibile grazie ai social e ai blog, ma soprattutto grazie alla fiducia, grazie agli operai che si sono fidati dei blogger e viceversa.
L’importanza di questo tipo di iniziative nel mondo dell’informazione è stata ribadita da Gilioli: la crisi del giornalismo tradizionale è tale che sono stati più utili i blogger dell’Isola al Gruppo l’Espresso che viceversa.

Siamo arrivati alla fine di questa lunga settimana. Dal Festival del Giornalismo, Dio vi saluta dal Corso Vannucci di Perugia con un piccolissimo video realizzato da Luca Preziosi, che ha ripreso e twittato un toccante momento di devozione.
Che io vi benedica!