Ho scritto il titolo senza punti interrogativi, perché pare che sia davvero così, ma andiamo per gradi.
Al Festival del Giornalismo affollato di curiosi che cercano scampo dalla pioggia, oggi mi sono imbucato nel panel “Le intercettazioni telefoniche nel tempo dello scandalo NSA”, dove l’espertissimo Fabio Pietrosanti ha cercato di fare luce in questa materia contorta, ma di pubblico interesse.

Senza dilungarmi nelle cose troppo tecniche, il punto è che, chiunque tu sia, le tue telefonate contengono un mare di informazioni che ti riguardano, e che non si sa bene in che mani finiscono.
L’intercettazione non è semplicemente la registrazione della conversazione: quella è l’intercettazione classica, ma per chi spia sono molto più importanti i metadati, cioè in quale zona (assegnata a una cella telefonica) ti trovi, a che ora chiami, chi chiami, con quale dispositivo, chi hai chiamato prima, dove eri, ecc.

Tutti questi dati sono registrati e schedati nei tabulati telefonici, dove è scritto tutto quello che hai fatto al telefono negli ultimi anni, e chi li riceve può tracciare tutta la tua rete sociale e anche i tuoi spostamenti.
La comunicazione vocale è volatile: o la intercetti subito, o mai più. I metadati invece sono tutti registrati e ben conservati, hanno uno storico
Il tuo storico.

Il dato consolante (e da qui il titolo del post) è che in Europa c’è più privacy, più controlli e leggi che tutelano il cittadino in questo senso, soprattutto dopo lo scandalo Datagate che spinge i servizi a tenere d’occhio di più gli USA. Ci possiamo considerare un paradiso, un cosiddetto Data Heaven.
Gli USA purtroppo hanno dimostrato di essere una sorta di stato orwelliano: non c’era nessun controllo sui controllori, nessuna tutela della privacy, le agenzie private potevano prendere i tabulati, mappare la vita di chiunque, maneggiare questi dati, venderli, farci quello che volevano.

Dopo il Datagate, negli USA si è sollevato un grande dibattito: le autorità, di fatto, hanno sfruttato delle falle nelle tecnologie di comunicazione per finalità investigative, ma quelle falle avrebbero invece dovuto segnalarle per provvedere alla sicurezza, non sfruttarle e quindi lasciarle lì alla mercé di chiunque.
Se la NSA poteva spiare attraverso le falle del sistema, allora anche dei criminali potevano farlo, perciò quale deve essere la priorità? Approfittare delle falle per vigilare su tutto e tutti, o tutelare la sicurezza delle comunicazioni e garantire la privacy?

In ogni caso, ecco qualche consiglio e info utile da sapere per non essere troppo intercettati:

- Gli smartphone sono più vulnerabili allo spionaggio rispetto ai telefonini di 10 anni fa. La complessità di un sistema aumenta le possibilità di hackeraggio e facilita il lavoro dei malintenzionati (questo vale anche il politica). Un telefonino semplice, con barriere e limitazioni semplici, è più difficile da violare.
- Con poco sforzo e con la competenza necessaria, si può intercettare anche la fibra ottica, e da essa si ricevono dati e metadati di un intero quartiere.
- Skype non è più sicuro come una volta: da quando lo ha comprato Microsoft è 100% intercettabile.
- Non usate un unico smartphone per lavoro, vita privata e tutto il resto: separare i device rende più difficile l’intercettazione di un’intera rete sociale.
- È meglio non parlare in cifrato al telefono, tipo “allora per quella cosa lì è tutto a posto, ho sentito il nostro amico, ci siamo capiti”: è una misura veramente sciocca. Se qualcuno ascolta, capirà al volo che c’è qualcosa di losco.
- Un’ottima app per le comunicazioni cifrate è RedPhone, una specie di Skype più sicuro che protegge conversazione e metadati. Devono averla installata entrambi i parlanti.