Il giovedì del Festival del Giornalismo prevede un evento con una fila di persone preoccupante.
Una grande coda di curiosi, infatti, nel pomeriggio divideva in due Corso Vannucci all’ingresso del teatro Pavone, perché il protagonista dell’incontro “Chi comanda davvero in Europa” con la presentazione del libro “La lunga notte dell’euro”, era l’ex Presidente del Consiglio e senatore a vita Mario Monti.

L’ex premier ha fatto notare che l’ondata antieuro che stiamo vedendo salire poteva essere più grande di così. Se anche in Italia, ha osservato Monti, ci fosse stato l’intervento europeo con la vera austerity che abbiamo visto all’opera in Portogallo, Grecia, Spagna e Irlanda (la cosiddetta Troika), oggi l’euroscetticismo italiano sarebbe molto più forte e amaro, e ci sarebbe stato quello che Monti ha definito un complesso di Calimero. “Il commissariamento avrebbe creato nel nostro Paese un profondo iato di frustrazione e alienazione disastroso”.

Non è mancato poi un commento al governo Renzi.
Monti ha detto di ammirare il Rottamatore, ma ha criticato molto la sua frase, di qualche tempo fa, sull’atteggiamento UE nei confronti dell’Italia, e cioè “l’Italia non è lo studente asinello da mettere dietro la lavagna”.
Dire questo significa ammettere che ci possa essere da parte dei partner UE questa visione, ha osservato Monti, ribadendo che lui non avrebbe mai detto una cosa del genere.

Il senatore Monti, infine, ha ricordato che viviamo in un’epoca di ipersemplificazione, dove si calpesta facilmente la verità storica e tutto si dimentica sempre più in fretta.
Sempre in tema di euroscetticismo, infatti, Monti ha cercato di ricordare cos’era la politica italiana senza l’euro: spingere perché ora l’Italia esca dall’euro vorrebbe dire “tornare alla situazione degli anni ’90”, dove la cattiva politica aveva totale libertà.
I paletti imposti dell’Europa, per quanto fastidiosi possano essere, sono comunque regole che limitano il clientelismo all’italiana, le speculazioni, gli sprechi, l’indebitamento senza limiti, insomma il potere della Casta.
“Se vogliamo tornare alla politica che straripa, allora usciamo pure dall’euro”, ha detto Monti.