Giunto alla dodicesima edizione, dal 24 ottobre al 2 novembre 2014 torna a Genova il Festival della Scienza. Dieci giorni per discutere sul “tempo”, in tutte le sue forme, dall’evoluzione delle specie alla fisica, fino al clima: “se da un lato il tempo è l’unità di misura che permette di comprendere meglio la realtà che ci circonda, nei suoi fenomeni e nei suoi eventi e che detta il ritmo della nostra agenda quotidiana, dall’altro, è il segno della ‘rottura’ della società contemporanea in possesso di tecnologie che sempre più avvicinano le distanze e che annullano lo spazio/tempo. Molti scienziati, ma anche filosofi, sostengono – tra l’altro – che il tempo non esiste, che è una proiezione dei nostri desideri di classificazione e regolamentazione” così si legge sul comunicato stampa, che prosegue annunciando il ricco programma di eventi, dai workshop ai laboratori didattici, agli spettacoli ed alle mostre, tra cui si segnala quella per il sessantesimo anniversario dell’Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare), “Meet LHC – 60 anni di Italia al Cern“; ed ancora conferenze, incontri,  tavole rotonde ed eventi speciali, che mireranno a rendere la scienza accessibile a tutti, “traducendola in un linguaggio semplice, attraente, coinvolgente”.

Come ogni anno, il Festival ospiterà inoltre grandi ospiti italiani e internazionali, dal premio Nobel Serge Haroche al fisico italiano Carlo Rovelli, il matematico e presidente dell’European Research Council Jean-Pierre Bourguignon, il presidente dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica Massimo Inguscio, il giornalista e divulgatore David Quammen e molti altri ancora. Una complessa macchina organizzativa che, nonostante le difficoltà di questi giorni, è pronta a ospitare centinaia di migliaia di visitatori.

Il Festival della Scienza sarà l’occasione per una rinascita, una ripartenza dopo i gravi danni che hanno colpito una zona specifica della città che per buona parte ha ripreso già a funzionare”, ha spiegato Carla Sibilla, assessore Cultura e Turismo di Genova. “Ci auguriamo di riuscire ancora a far brillare in tutto il mondo la città di Genova attraverso la luce della scienza e del festival”, ha quindi dichiarato Manuela Arata, presidente del Festival.

“C’è un tempo proprietà della coscienza, che definisce presente, passato e futuro, e un tempo della scienza, successione di istanti e simultaneità, che non trascorre, ma semplicemente è. Il tempo è talmente evidente da essere materia quotidiana sia dello scienziato che del filosofo: entrambi non hanno ancora raggiunto risposte definitive sulla sua natura. Agostino del tempo diceva: ‘cos’è dunque il tempo? Se nessuno me lo chiede lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so’.  Principio di ogni pensiero filosofico, il tempo è al centro di tutte le religioni del mondo. In quanto grandezza misurabile è divenuto parte della scienza con Galileo e Newton: dopo Einstein è divenuto argomento a sé. Le implicazioni della teoria della relatività ci hanno restituito un tempo elastico, dilatato dal moto e dalla gravitazione, che scorre non più uniforme, che forse può addirittura essere viaggiato. Tuttavia, per noi che viviamo a velocità quotidiane, lontane da quelle folli e relativistiche, il tempo è quello scandito dalle stagioni e dagli anni, dai frutti della terra e dai raccolti, dai meccanismi biologici che si mantengono sincroni al ciclo naturale dei giorni e delle notti, dall’accumularsi della memoria e delle esperienze. Abbiamo calendari e orologi meravigliosi, pronipoti di clessidre e meridiane, che ticchettano il tempo degli atomi, computando le frazioni più intime del secondo. Ascoltiamo tempi musicali; crediamo che il tempo abbia una valore, possa essere scambiato, impiegato, rubato, perduto. In definitiva, con tutte le accezioni che ha conquistato, il tempo è trasversale ed eternamente moderno: ecco perché l’abbiamo scelto come tema per questa edizione del nostro Festival”

Per conoscere il programma completo visita il sito www.festivalscienza.it