“Per sognare non bisogna chiudere gli occhi, bisogna leggereMichel Foucault. E cinque giorni all’anno per ravvivare e smuovere una piccola città gioiello troppo spesso addormentata come Mantova sono certamente pochi ma sono già qualcosa. Come nel momento più felice di una favola, Mantova nei giorni del Festivaletteratura (quest’anno da 3 al 7 settembre 2014) sembra ravvivarsi di spirito e colore. E allora chiudete gli occhi anche voi, e immaginate per un poco di essere una bella biglia di vetro blu (il colore del Festival) che rotola tra una piazza e un vicolo e riflette ogni cosa intorno, inondandola di luce. Passerete così sotto ai portici pieni di persone curiose e divertite, bancarelle di libri impolverati mescolati agli ultimi saggi appena usciti negli stand in Piazza Sordello e non solo, eventi letterari e teatrali in ogni angolo della città.

I palazzi dei Gonzaga e i laghi calmi e silenziosi saranno “solo” la cornice mentre prenderete parte ad uno degli eventi che dal 1997 ogni anno unisce grandi nomi del mondo letterario (ma non solo) a chi con l’arte si diletta o tenta di intrecciare il proprio percorso. Lontano dall’ideale radical chic del salotto letterario inamidato, Festivaletteratura avvicina senza snobismi chi i libri li scrive (e bene) a chi li ama leggere o -perchè no- ne ama sentire soltanto parlare, che le fiabe sono belle da ascoltare anche ad occhi chiusi. E il piccolo centro città merita una visita anche se non si ha nessun biglietto prenotato: sia perchè il Festival offre la possibilità di acquistarli in fila sul luogo dell’evento, sia per gli eventi “intermezzi” di cinque minuti tra un appuntamento e l’altro, in ogni angolo della città. Ma anche solo passeggiando senza meta vi godrete la luce del sole tiepido di settembre e il profumo dei tortelli di zucca che esce dalle trattorie, le magliette blu dei volontari che corrono da un evento all’altro come frecce nel vento e l’inconfondibile aroma della sbrisolona dei forni della città. E quando vi fermerete, dopo aver rotolato in mezzo a questo e molto altro avrete certamente per la testa qualche titolo di libro in più e nel cuore un affanno in meno. Vi è piaciuto questo piccolo viaggio? E pensate che dal vivo è ancora meglio.

di Sara Maduzzi