A dicembre dell’anno scorso, Maurizio Falcioni era stato condannato a 20 anni di prigione in primo grado – con il rito abbreviato – per tentato omicidio e maltrattamenti. il 24 febbraio 2014 aveva massacrato di botte la fidanzata diciannovenne Chiara Insidioso Monda per gelosia. Falcioni, ossessivo al punto da controllare ogni passo della convivente, aveva scoperto che lei chattava via Facebook con un ragazzo di Fiumicino.

Le aveva fratturato la mandibola, e un’orbita, spappolato la milza e provocato un ematoma al cervello. Per salvarle la vita i medici erano intervenuti d’urgenza per riassorbire l’ematoma al cervello. In seguito ha dovuto sostenere altri interventi tra cui uno per ricostruire la scatola cranica. Di lei sappiamo che è riuscita ad uscire dal coma solo molti mesi dopo – era il 26 novembre, 24 ore dopo la giornata internazionale contro la violenza sulle donne – e che continua a vivere in uno stato vegetativo. A quanto sembra Falcioni all’apertura dell’udienza di oggi avrebbe detti “Chiedo scusa per quel che ho fatto… Chiedo perdono a Chiara“.

La vicenda è arrivata in Appello e stamattina si è arrivati alla lettura della sentenza. Il muratore 35enne con piccoli precedenti di droga ha ottenuto uno sconto di pena di 4 anni.  Immediata la rabbia della madre di Chiara che ha urlato contro i giudici, mentre il padre ha accusato un malore e si è accasciato a terra. Le proteste sono proseguite anche fuori dal Tribunale da parte dei tanti amici della ragazza e della famiglia al grido di “Vergogna, vergogna“.