Trifone Ragone e Teresa Costanza sono stati assassinati con quattro colpi di pistola mentre erano nella loro auto nel parcheggio del Palasport di Pordenone il 17 marzo dell’anno scorso. Nel tardo pomeriggio di lunedì è arrivata una svolta nelle indagini: nel tardo pomeriggio di lunedì i carabinieri hanno arrestato il commilitone ed ex coinquilino di Trifone, Giosué Ruotolo – 26 anni -, di Somma Vesuviana e la sua fidanzata – Maria Rosaria Patrone, 24 anni, viene dallo stesso paese del fidanzato. L’uomo è accusato del duplice omicidio, mentre sulla donna pende l’imputazione di favoreggiamento - per l’accusa avrebbe aiutato il fidanzato a eludere le indagini.

Il militare è stato arrestato al termine del normale turno di lavoro all’interno della caserma Mittica della Brigata Ariete a Pordenone – e si trova ora nel carcere di Belluno -, mentre la fidanzata è agli arresti domiciliari nella sua casa di Somma Vesuviana. Secondo l’avvocato di Giosué Ruotolo Roberto Rigoni Stern ”paradossalmente ci fa uscire da una incredibile situazione di sospensione in cui eravamo tenuti dalla fine del mese di settembre senza poter accedere in alcun modo agli atti dell’inchiesta. Appena letta la motivazione con cui il Gip ha accettato la proposta di arresto giunta dalla Procura presenteremo immediata istanza al tribunale del riesame di Trieste affinché Ruotolo torni immediatamente in libertà. Siamo sempre più persuasi di poter dimostrare la sua estraneità ai fatti“.

Di avviso opposto Nicodemo Gentile, avvocato di Gianni Ragone, fratello di una delle due vittime: ”un provvedimento da tempo atteso perché ritenevamo da sempre gravissimo il quadro indiziario a carico di Ruotolo. Siamo soddisfatti perché adesso anche un giudice terzo lo ha certificato con la custodia in carcere. Siamo consapevoli che questa misura non significa ancora responsabilità, però è un primo passo importante verso l’accertamento della verità per dare giustizia a Trifone e Teresa“.