Fidel Castro mette a tacere tutte le voci sulla sua presunta morte e dice la sua sul recente disgelo dei rapporti tra Stati Uniti e Cuba.

In una lettera affidata al quotidiano comunista Granma, letta anche alla televisione locale, l’ex lider maximo ha mantenuto una posizione di estrema sfiducia e sospetto nei confronti dei vicini americani, ma ha di fatto legittimato le posizioni assunte dal fratello Raul.

L’ormai 88enne rivoluzionario ha voluto specificare che non ha avuto alcun contatto personale con Washington, specificando però che Raul nelle vesti di presidente del Paese ha compiuto passi importanti nel pieno rispetto delle facoltà conferitegli dal partito comunista.

Nonostante la diffidenza Castro ha ricordato che Cuba non si opporrà mai alla risoluzione in modo pacifico e attraverso accordi diplomatici delle controversie sorte tra gli Stati Uniti e l’America Latina, attenendosi ovviamente alle norme internazionali in vigore: “Saremo sempre pronti a difendere la cooperazione e l’amicizia con tutta la gente del mondo, anche nel caso dei nostri avversari politici”.

L’intervento di Fidel Castro è conciso con il 70esimo anniversario del suo ingresso nella Federazione studentesca universitaria e nella sua lettera il politico ha ricordato l’impegno e la lotta nati dallo studio d Marx e Lenin; un ruolo politico che tuttavia ha dovuto abbandonare nel 2006 a causa di condizioni di salute precarie.

Lo scorso 12 gennaio tutte le illazioni che circolavano intorno al prolungato silenzio del rivoluzionario erano state smentite dal calciatore argentino Diego Armando Maradona, il quale aveva ricevuto una lettera firmata dall’ex presidente di Cuba: le immagini dell’atleta con in mano la missiva erano state mandate in onda da Telesur, che aveva così dimostrato l’infondatezza delle notizie sulla scomparsa di Castro.

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