Se non volete essere condannati per “imbrattamento”, quando portate a spasso fido, sarà meglio che facciate attenzione a dove il vostro amico a quattro zampe faccia pipì.

La Corte di Cassazione, infatti, si è pronunciata in merito, a seguito della vicenda di un padrone di un cane che è stato assolto, in appello, dal reato di imbrattamento.

“Il cane -si legge nella sentenza- ha fatto pipì sulle macchine in sosta o sulla parete esterna di un palazzo, infatti, il padrone deve ripulire subito la deiezione con dell’acqua, per ridurre il più possibile il rischio che siano lordati beni altrui”.

L’assoluzione in appello dopo la condanna di primo grado è arrivata perché l’uomo aveva l’abitudine di uscire con la scorta d’acqua, dettaglio questo che dimostra come l’imputato si era preoccupato di ridurre i danni procurati dalle deiezioni canine.

Da oggi quindi, paletta e bustine di plastica non bastano più.