Non ci sono più figli di serie B. Un percorso politico tutto sommato rapido (è cominciato a luglio) si è concluso il 13 dicembre con il varo del decreto legislativo che elimina ogni distinzione tra i figli nati da coppie sposate e quelli nati al di fuori del matrimonio. Niente più figli “naturali” o “legittimi”. Secondo le ultime rilevazioni dell’Istat, i bambini nati da coppie non sposate sono circa 134mila, il 25% sul totale dei nuovi nati.

Perché questa legge entri in vigore mancano solo gli ultimi due passaggi formali, dati per scontati: la firma del presidente della Repubblica e la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. E’ stato proprio il presidente del Consiglio Enrico Letta il principale promotore di questa riforma.

Tecnicamente, scompare dal Codice civile qualunque aggettivo accanto alla parola figli (foto by InfoPhoto). Quindi i diritti saranno uguali per tutti. C’è anche un’altra novità lessicale che può apparire sottile, ma in realtà comprende un radicale cambiamento: non esiste più la “potestà” dei genitori sui figli, ma la “responsabilità“. Di conseguenza si rovescia completamente il rapporto. Il figlio non è più qualcosa che appartiene al genitore, ma una persona su cui il genitore ha dei precisi doveri.

Le stesse prerogative dei figli nati dalla coppia vengono estese anche ai minorenni adottati.